È ingiusto però
È bene sottrarsi, e non ripagarli
Filo su giusto, è ingiusto però,
ma è il tuo giusto, quel giusto
Aveva un moneta,
una diversa diversa con cui avresti detto che subiva la vita le persone le spranghe
inerme
sulla schiena
che era perdente ed era fallita
la sorte la testa o la croce
Resta salda, alla tua, quella diversa
Non capìta da molti, da nessuno
Forse nessuno tra quelli
Molto pochi, pazienza
Pazienta
È giusto dirsi che è ingiusto, però
E che qualcuno ti dia un poco di giustizia
E una carezza, una parola di conforto per le macerie lasciate dagli altri
Di grazia
Un è vero, un però
che è giusto da sentire, però
Da chi lo vuoi sentire?
da chi le macerie le ha lasciate, da chi l’ingiustizia l’ha sferrata, non aspettare che si accorga
Non s’accorga
che di se stesso, è normale
È tutto così abnorme e normale
E allora vai avanti col tuo giusto, quella moneta
Igienica ed ecologica
Una vita
Passata a smaltire le schifo normale degli altri sul tuo parabrezza
Di vetro e ingiustizia
Ma guarda che colori che vita come brilla
La carezza cercala, ma non da chi ti ha già schiacciato ignorato
da quella ingiustizia da ogni spiacevole ricamo sulla colpa che devi sbucciare da sola
Non ti incastrare sull’ingiusto, perché è già ingiusto
Perdente e felice
Fallita e felice
Non ripagarli con la loro moneta, passa per stupida per tonta per inetta
Non ripagarli mai con il loro pugnale il loro fucile quando davanti a te nudi a te imploreranno di restare ancora in vita
E tu con il dito sul grilletto li aiuterai a vestire
Non ripagarli col dolore che ti hanno fatto, con il tempo che ti hanno sottratto, con l’ansia che ti hanno provocato e i pianti preziosi, caduti per loro
Sono diventati tulipani bianchi e rossi e gialli figlia mia, i tuoi, come i guanti
Quelli di pizzo e lana cotta che usi per sfiorare gli altri
Figlia mia non ripagarli per quanto ti hanno preso in giro e tu china sul pavimento a pulire le loro case le loro finestre le loro rancide bocche
Non ripagarli quando potrai uscire e mischiarti
Che la merda umana non fa nascere niente e ti incastra nel suo odore
Ma tu non ci cascare
Sistema le tue cose, anche se non sono le tue e vai avanti
Serve a te un’aria pulita
Un luogo di casa
Un ponte sicuro
Una tana profumata
Coltiva il tuo stallatico e passa per perdente e per fallita
Per la bambina che volevano col carattere forte e che per loro non sei mai stata
Figlia mia
Lascia che sia
Che la terra bruci di odio e del grano ne facciano bouquet per i ricchi. Tu continua a farci il pane
Anche quando sarà difficile, figlia mia e niente sarà dalla tua parte
Sottraiti
Dalla bugia dalla maldicenza
Non perdere la classe il tuo orgoglio sopraffino
Figlia mia
Sottraiti da chi ti scavalca chi ti imbroda di bugie
Sottraiti
Lancia forte la tua moneta, i tuoi palloncini
Orgogliosamente debole e fallita
La mia perdente preferita
Vai avanti figlia mia
Oltre la forza la guerra la sfida l’orgoglio l’ingiustizia di ogni persona incappata nella vita
L’aria è tua, la meraviglia è tua, il sussurro è una collana delicata di perle
Vai via
Anni luce da quel normale urlato a gran voce da chi fa del male
Il normale dagli altri.
Che tu sistemi, instancabile spartana. Sei la luce figlia mia, col tuo cuore a capanna.
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