Arrivi
Ogni giorno, guardo il tabellone
Filo su di te. In arrivo. Ci metti ancora tanto?
È una vita, tutta la vita, che ti sto aspettando.
Ed è l’unica certezza che ho, insieme ad A.
Il desiderio che ho nei tuoi confronti è talmente grande che niente e nessuno è stato capace di distruggerlo. E di solito i miei desideri non hanno mai retto il potere dell’Altro. Un po’ perché non ho mai desiderato, non sapevo come si faceva, non li conoscevo i miei desideri, un po’ perché per me desiderare significa vederti sereno e allora non può aver spazio la mia serenità, per pensare a me, il pensiero che..
Le presi la mano. Ordinai una cioccolata per due, e lei accettò. Perché da rubare è tutto più buono e so che così lei mangia. Fondente? Sempre. Ci sorridemmo, come sorelle complici.
Anna era così. Un viso di bambola di porcellana con il vestito di iuta e un tramonto color amarena sulle labbra. Ciglia lunghissime con le punte bionde. Un corpo esile e sottile, fortissimo, martoriato dall’odio. Parole alla Joyce. La chiamavano così, le persone che la incontravano, che la leggevano. La Joyce.
Ed era bello incontrarla, e sedersi sulla poltrona, rannicchiarsi e restare ad ascoltarla. O vederla fare le sue cose. Un cuore che batteva fortissimo, lo vedevi muoversi sotto il maglioncino da ballerina del 1988.
È lo spettacolo più bello del mondo ve lo assicuro, un fiore sbocciare nella neve, una Joyce che parla di desiderio.
Soprattutto di quel desiderio. Il suo.
È una vita, tutta la vita che ti sto aspettando e non mi stanco di farlo. Il fatto è che non vedo l’ora che tu arrivi. Io mi sto preparando sai, da molto, da prima che tu possa immaginare. Quel giorno ti ho fatto una promessa. E ogni giorno la rinnovo, anche se ho paura, certi giorni, perché ho paura che non mi sceglierai mai. Ma se così fosse una strada la troverò per vederci a metà strada. Te lo assicuro.
Ti farò trovare, al tuo arrivo, tutto quello che io non ho potuto avere. Un fagotto infinito di Amore. Rispetto. Dolcezza e Calma.
Perché da parte mia almeno, avrai una vita semplificata e molto affettuosa.
Non voglio che fatichi, almeno non per queste cose, che tanto per faticare c’è sempre tempo. E la vita sarà già difficile di per sé.
Quindi almeno per quello che posso, te la condirò di leggerezza dolcezza e minchioneria di prima scelta.
Ti meriti una casa da cui andartene ogni volta che vorrai, un cuscino che sa di vanillina solo per te. Un luogo in cui fare tutto quello che vuoi, non preoccuparti, lo sto preparando da anni. Non c’è molto, lo riempirai tu, di tutto quello che vorrai, di vuoto, di spazio, di cose, io però ci metto un po’ del mio così quando ci vedremo per la prima volta vedrai quali sono i miei gusti e magari potrai usarli se ti andrà, per stravolgerli tutti, per creare i tuoi. Che dici?
Ci sono tanti lavori in corso ancora, ma sto preparando la tana, gli orti, le altalene e il laghetto migliori che tu possa avere.
Anzi no.
Anna ci teneva tanto ai suoi anzi no. Si vedeva che erano dejà vu, abitudini incondivisibili, per lei. Ripetizioni che aveva lavorato e che con impegno aveva fatto crollare, e che lavora ancora oggi, cosicché nessuno abbia la possibilità di riprovare. Se non lei, nel suo pensiero.
No, non saranno i migliori, perché ce ne saranno tante migliori di queste altalene e di queste lucine, e di bustine di vanillina più profumate. Ma saranno le mie, quelle che sto mettendo da parte per te. Quelle che hanno passato tempeste, suicidi, violenze, vendette, ripicche. Quelle che galleggiavano nel mare, e che con cura ho asciugato. Quelle che restavano nella notte su una strada, senza sapere più che cosa fare.
Ma ti piace più il dolce o il salato? Così vedo di prepararti già qualcosa, non vorrei che dopo quel viaggio ti sentissi in dovere di mangiare qualcosa per non fare brutta figura o per non farmi rimanere male.
Io te lo dico già, non ti insegnerò niente.
Né a cucinare, né a lavare, né a costruire, posso darti giusto qualche dritta sull’alfabeto e sulle lettere da scrivere. Ma per il resto non sarò né la tua insegnante, né la tua educatrice, né il tuo avvocato, né la tua allenatrice, né la tua amica, né la tua direttrice, né il tuo nemico, né la persona che ti urlerà addosso.
Sarò io.
E mi sembra già abbastanza impegnativo. Non credo di essere capace ad insegnare qualcosa e mi sa che non mi interessa proprio farlo. Ne ho avuti già abbastanza io, di saputelli che sapevano tutto.
Con te poi, lo so già come sarà, scoprirò ben più cose di tutte quelle che ho imparato in tutti questi anni di attesa. Non sono brava nemmeno a dirti come sarò o come sarà, non amo le promesse. In loro non credo.
Però sono abbastanza sicura di una cosa. Delle cose che so che potrò darti, e che potremo condividere, se ti andrà. All’inizio non potrai scegliere dove andare, mi spiace, ma durerà poco non preoccuparti, lasciami crogiolare un po’. Solo qualche mese poi vai dove ti pare.
Ti porterò a vedere le cose che amo, a fare le cose che sanno di me, a provare quei gusti e quei sapori che non conoscevo nemmeno io, e tutti quelli che hanno fatto di me il casino che stai incontrando. Ti regalerò una montagna di baci e di abbracci ogni volta che avrai bisogno e quando non ne avrai io te li darò lo stesso, delicatamente, quando potrò. Avremo una lavagna grande dove scrivere le cose che non ci va di dire e i muri si potranno scrivere, le luci saranno soffuse e la voce sarà bassa a tutte le ore. Tutte. Ma so anche che le alzeremo e ci tireremo le ciabatte. Io sono pronta alla battaglia. Ma non andrai mai a letto senza un mio bacio. O un inizio di giornata senza di esso. Ci saranno delle regole importanti è vero, ma per questo ci sarà tempo.
Un paio però te le lascio scritte qui sin da ora nel caso avessi dubbi, non dovrai mai compiacermi, anche se lo so che lo farai, se ti becco però salvati. Non dovrai stare a casa per forza. Non ci sono né tempistiche né consuetudini da seguire. Né cose che mi dovrai dimostrare. Se ti becco salvati. E soprattutto fammi adirare, fai casino, pensa e ripensa tutte le volte che vuoi.
Disobbedisci. Vai e torna quando ti va. Ci sarà sempre una tana in cui tornare.
E non dovrai pagare l’affitto. Non dovrai mai pagare niente, perché la vita ti presenterà già tanti conti, questo ti posso promettere. Da me i conti non li avrai. Non ci sarà nessuno che si vendicherà con te, nessuno che ti lascerà in silenzio, nessuno pretenderà da te di essere il collante della famiglia, di assistere alle mie adirate col papà, perché purtroppo accadranno, sono umana e parecchio imperfetta, ma so anche che ci ritroveremo dopo poco ad abbracciarci più forti di prima, e se così non sarà non aspetterò, ti prometto che metterò me al primo posto. Non avrai mai rese dei conti, non mi ucciderò se andrai via, non mi sentirò abbandonata. Non ti chiederò implicitamente, di essere chi non sei, privandoti della tua preziosissima libertà, vivendo per me.
Ma soprattutto tutto quello che farai sarà merito tuo, e di nessun altro.
Te lo ripeto, tutto quello che costruirai, imparerai capirai e non capirai, sarà merito tuo. Non ti rinfaccerò mai di essere cosa mia, né che quello che hai è grazie a me. Non distruggerò tutto quello che ti sarai costruito negli anni solo perché il mio malessere avrà distrutto tutto quello che con fatica avrai conquistato, e nemmeno il tuo papà.
Ti proteggerò.
Forse a volte troppo, ma so che me lo dirai. Forse sarò insopportabile delle volte. Ma tu dimmelo, così miglioriamo insieme.
Spero di riuscire a sistemare le ultime cose della tana perché tu possa stare comodo, e anche io, perché so che non reggerò quando vedrò sullo schermo la scritta in arrivo, farò il conto alla rovescia. E ti riempirò di così tante coccole che finirai per preferire la direttrice..
Ti porterò nei campi di grano.
Ti metterò le cuffie sin dalla polpetta che sarai, così per scatenarci da subito. Lo so, ti aspetta una vita impegnativa.. Non ti invidio. Ma ci divertiremo. Te lo assicuro.
Io intanto mi sto facendo bella sotto ogni punto di vista per il nostro primo appuntamento e sono felice. Non vedo l’ora di affittare il guscio comodo tutto per te. Le vuoi già le lucine? Fai sapere che te le metto già.
Non vedo l’ora. Il marsupietto ti aspetta.
Ti amo, sai. E sono già orgogliosa di te. E te lo dico. Che fa la differenza.
Le altre Storie
L' Associazione
Ci segui?
Scrivici!
© Storie di Lana - APS, C.F. 92180030907
La totalità delle Storie scritte all'interno di questo spazio web sono di proprietà di Anastassia Caterina Angioi, in quanto autrice delle stesse.
È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi, senza previa autorizzazione scritta dell'autrice.


