Ogni giorno

Tieni conto
Filo su osservanza sottoforma di cartello

Ricordati ogni giorno che
l’altro
in quel che dice e in quel che fa
non è la legge

Ci sei anche tu.

Ricordati,
Ci sei anche tu.

C’ero anch’io.
Credevano scrivessi di fantasia, di ricami attorno alla parola così come si esprimeva fuori dalle mani tremanti a fine storia.
Credevano scrivessi di universi immaginati, uniti insieme da ispirazioni fiabesche, che scrivessi di visoni e chimere, di ricostruzioni stravaganti in bizzarre ore di creatività.
La verità più incantata e forse insieme, la più terribile, era che le mie mani, suonatrici di cristalli, non sapevano inventare.
Non sono mai stata capace di inventare, la fantasia, da grande scrittore, non l’avrei mai provata.
Mi limitavo a fare la cosa più banale al mondo, alcun talento. Forse qualche dote di steppe lontane. Niente di ricercato dimorava in me.
Osservavo.
La vita emergeva come acqua che gelosa tornava alla terra e lasciava spezzoni di umanità nelle mie mani ciotole, callose e ferite, sottoforma di macerie.
Dal silenzio di passaggi di uomini indifferenti facevo mio ciò che restava. Con fervido realismo.

A volte basta aprire la finestra sulla notte, per vedere la più silenziosa delle stelle e sentirla parlare.

Non c’è solo l’altro, ci sei anche tu.
Abbi cura di ricordartene, di tenerne conto con preghiera.

Scrivici!

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