Off
È semplice
Filo su off. Dove la vita si sintonizza.
Non ho mai saputo come si cercava protezione. Così la cercai tutta la vita. Dandola agli altri.
La mia casa non era una casa sicura. Non era fatta di persone sicure. Così la sicurezza, la diedi agli altri.
Non sapevo che dai genitori si potesse ricevere amore.
Chiedere qualcosa. Ridere. Sognare.
Farsi amare.
È così che mi votai agli altri.
A sistemarli.
A rammendare le loro carni.
Non morire.
Ma non lo sapevo.
Piangevo e maledivo ogni oggetto attorno a me.
Volevo essere uno di loro.
Nascere maniglia libro cassettiera lavandino teiera mensola sedia pavimento.
Freddo.
E non sentire più niente.
Ci sono cose per cui è necessario fare on/off. Non hanno lungo corso. Non si può.
E questa, era una di quelle.
Bisognava smettere di occuparsene, subito, per poter fare un incontro che non rispondesse più a quel copione.
Al loro dolore.
Trovarci un posto, perché non continuasse a invadere ogni angolo impazzito di polvere.
Curare. Macerie.
Salvarsi. Le mine antiuomo.
È semplice, è un on/off.
È l’unica strada vitale dove è necessario
l’esistenza
la tua, l’unica di cui occuparsi
sintonizzare. Posizionai su off. E iniziai a respirare.
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