Il colino Mariolino
Mi protegge, ha i fiori blu
Filo troppo tardi, non per tutto, guarda avanti. Non perderti nelle parole degli altri
Il mio colino si chiama Mariolino, è un po’ appesantito ora, sta imparando, a grosse spese, ha grosse maglie e sembra un retino, ma non ci credete, da grande vuole fare il setaccio a maglie strette.
E un giorno mi ha detto:
Voglio essere un setaccio apri le orecchie il cuore e se puoi, una volta, sforzati a leggere senza giudicare, taci
Taccio
Setaccio
Colano le parole di odio dalle mie grosse maglie si sciolgono
Non bene ancora non troppo
Voglio un po’ di burro
Voglio ora essere altro essere agli altri agli occhi lo sbaglio
Voglio essere altro e dire voglio
Altro
Oltre la condanna di ogni giorno, deludere la strada, la mensola, la farina, la sabbia, la tua aspettativa, l’orario sbagliato, gli insulti indelebili
Il disprezzo
Le scritte per sempre col pennarello eversivo ti amo4ever le speranti inesattezze le svastiche battute sarcastiche
Sono rimasto esterrefatto un giorno a una fermata di autobus giallo
Voglio essere altro un setaccio a maglie strette per farci le torte le frittelle e le crespelle
abbandonare il non detto segnato per me
Le ricette già scritte per me
E lo sguardo mancante dell’altro
Quello stopposo e ingrato, che ho addosso sul gancio, smontato pezzo a pezzo
In lavastoviglie rovinato dai giri non per me né per le storie, quelle mie che notate, da qualche parte, di zucchero grezzo
La scuola segnata per me
La vita segnata per me
La scatola nera
Cuoco pasticcere aiuto cuoco
A volte so solo di benzina di uovo di pasticcio di legume di scarto di verdura ammuffita parola brutta che si crede una pastina
Sull’inutile pensiero che hanno i pregiudizi su di noi son fioriti fiori blu
Su quello che la gente pensa e legge di me si crede di sapere da che punto scelgo il mondo
Di sapere di capire di tradurre e calpestare
Specchio e fantasma di cose amare
Ma non glielo dire, potresti farli scoppiare
Sono lì incastonato in quel sedile a dire che hai ragione è vero ti proteggo come fossi un cappello
No che non è vero
Voglio
L’aria che mi passa attraverso e le righe da detestare i quadretti della maglia fitta fitta negli spazi da colorare
Voglio essere altro
Io sono Mariolino e sono un colino coi fiorellini blu e qui dentro voglio metterci la vostra arroganza la vostra paura la sua spocchia la mia colpa le code di paglia gli orgogli toccati gli ego frantumati
Un po’ di speranza
E buttare le parole della gente nell’indifferenziato e un po’ nel compostaggio per farne formine da mettere nei vasi
E costruire la mia maglia da colino personale, dirigere il traffico nel marasma, parole lanciate, delle emozioni sparate, dei pregiudizi e delle questioni affrettate
Linee da cui debordare
Setaccio male parole
Setaccia dolore
Se taccia
Saluta, gira il mantello, sorridi
Sei altro
Setaccio.
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