Polena

Scilla e Cariddi
Filo su scesa, Polena è scesa in porto, e ora cammina sulle sue gambe

E poi arrivò un giorno in cui smisi di dire a tutto signor sì signore

A chiunque

Ai passanti
alle notti buie in cui creare per forza amore.
Smisi di farmi mettere nelle scatole, nei vasi, nelle ampolle.
Di farmi incastrare nelle grate e resistere alle cesoie
Nei pensieri perduti nei cuori spezzati nelle viscere altrui
Nelle tubature torbide,
Nelle fogne
Come polena
Come cameo, come intarsio sugli specchi per le allodole
Come cristo in croce

Fu lì che iniziai a vivere,
Scoprii il suono del no

E fu più difficile, fu il dolore, la rivoluzione
Perché detti fastidio, sgomento, stupore
Ingombro
Ribellione

Ma fu la salvezza
Il risveglio della ragione

Scrivici!

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