Driiin
Tirarne, parlarne, perchè non è normale
Filo su sogna Sonaglino
Driin, scodinzolò Sonaglino.
Driiin.
Ci sono anch’io sai?
Volevi continuare così? A non ascoltarmi mai?
E invece no. Sono qui. E ora mi ascolti.
Driiiin.
Mi sembra che te la sei spassata come si deve tutto questo tempo, a dirti quelle corbellerie, quelle fandonie, fesserie, stupidaggini. Anche se.. non rende.
Balle? Mm.. Puttanate? Ecco brava, balle. Su balle e puttanate.
Scelte.
No balle. Non scelte. Cosicché non reggessero mai, perché le non scelte mica reggono. Arrivano fino ai primi della primavera e scoppiano con tutto il soffocamento che hanno. Non la passano mica l’estate.
E invece no, sono qui. Son Sonaglino, e sono il tuo corpo, il tuo cuore, il tuo sogno, ogni tuo non fa niente, ogni tuo va tutto bene, si va avanti che non è successo niente. Ogni pezza di moccio con cui copri le tue mille emozioni, ribellioni, personali fattezze, bruttezze, bellezze.
E no, non va tutto bene.
Driiiin. Son Sonaglino.
E non sopporto più di vivere continuamente negli incubi dove piangere e rifare sempre le stesse cose, di vivere dalla mattina alla sera indisturbato. Dalla cena alla merenda e poi ancora dal pranzo saltato, alla cena saltata, non vista, dimenticata.
Driiin.
Sarà di iniziare a parlarmi, parolarmi, nominarmi, dirne qualcosa, perché vivo vivido e beato e faccio tutto quello che mi pare. Ma sono solo. Sto facendo terra bruciata attorno e non va mica bene. Non mi va bene.
Driiiin drin. Ho una forza inaudita e nessun scoiattolino vuole avvicinarsi a me. Che facciamo?
Si può?
Certo che si può. È quello che sta facendo.
Forse è il caso di parlarne un po’, per quello che non riesce, s’intende.
Quello che è stato normale per una infinità di giorni, quei giorni li han esagerati esacerbati diventando diversi. Gravi.
E direi che è una vittoria, vederli per quel che sono, sono molto gravi. Non sono un tipo di gravi. Sono gravi e basta.
Non so dove metterle queste cose. E sono questioni aperte.
Sono cose diverse, sono cose che non hanno un posto. Perché non possono trovare posto. Salvarsi per un lembo è coraggio e fortuna. È non senso.
18 agosto
16 agosto
1 agosto
10 aprile
Che ne facciamo di queste cose? E di ogni vissuto, di ogni episodio che sembrava normale. Che dovevo sistemare ma perché. E dove le mettiamo queste cose.
Driiiin. E no. Sonaglino scodinzolò.
Alla venticinquesima Pasqua mentre decidevi che dovevo fare i complimenti anche a te per la tempistica, non immaginando che saresti rimasto davanti a quel capitano per poi andartene, capivo che quello che avevo vissuto, non era normale.
Me lo aveva detto lui, lo sentivo dire a voce alta per la prima volta. Non ci avevo mai pensato. Mai. E fa rabbrividire, scodinzolò Sonaglino.
Ci sono gli estremi e i contenuti, ti dicono, per una vita intera, ma no. Non era affar suo farlo, c’era già l’altra, di battaglia. Qui per me, il ruolo è accanto.
Quella della verità, l’unica non filtrata. Come di consueto. Quella che vede, che ha visto tutto. E non si dimentica niente.
Magari ne si parla un poco così vediamo il da farsi.
Driiiin. Driin.
Son Sonaglino. E non voglio più vivere negli incubi e nelle scene che ogni giorno rivivo.
Un posto, quelle date non le avranno mai. E nemmeno tutta quella non normalità.
Perché non può esserci. Ma un modo per andare avanti per noi, noi me, lo troveremo. L’efferatezza. La morte. La violenza. La vendetta. La ripicca. Non hanno posto. Ma un modo personale lo troveremo.
Tirare, tirare quando si è smarriti e convulsi, drin drin, ogni volta che necessiti di un trillo, Sonaglino non smetterà di provarci, a sognare, ad andare avanti, a desiderare almeno per sé una vita degna di essere vissuta.
Tale.
Drrrin. Ripeté. All’evenienza trillare.
Sogna Sonaglino.
Le altre Storie
L' Associazione
Ci segui?
Scrivici!
© Storie di Lana - APS, C.F. 92180030907
La totalità delle Storie scritte all'interno di questo spazio web sono di proprietà di Anastassia Caterina Angioi, in quanto autrice delle stesse.
È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi, senza previa autorizzazione scritta dell'autrice.


