Terra e Pesce Luna
Filo su terra e pesce luna. Se non è questo cosa è.
C’è più amore nel cercarsi e desiderarsi ogni giorno, che dentro un per sempre recitato in una chiesa, mentre quel ti amo è lì che muore tra i parenti, le zanzare, le fanfare.
C’è più amore in un gesto pensato col cuore, vengo a prenderti, faccio presto, fatti abbracciare, scendo, sì nel parcheggio, che sopra un biglietto consumato per Dubai
C’è più amore dentro un acino d’uva comprato per te, ti ho aspettato, sei mancata, che dietro un anello pregiato che brilla più del sole
C’è più amore nelle gambe che si intrecciano distesi sul divano, pelle a pelle, nell’acqua ghiacciata della doccia, ho sbagliato, inerme, dopo l’amore, che sopra uno yatch di sedici metri a Palma di Maiorca
C’è più amore dentro un pranzo a casa con la tovaglia di natale a fine giugno, vieni qui che ti coccolo e ti bacio mentre faccio la scarpetta rubandoti il sugo dal piatto, che dietro alle cene, per far vedere che sto bene, ogni sabato da Cracco
C’è più amore su un lenzuolo di olio rovesciato per massaggiare le tue durezze, i tuoi angoli e le tue paure, che in una seduta da duecento euro dal miglior laureato della zona
C’è più amore in una mano allungata mentre guidi, sulla mia coscia, nelle tue dita intrecciate alle mie, sempre più forte, che in mille aperitivi passati sugli schermi a chattare video porno
C’è più amore in una passeggiata a prendersi in giro dentro un bosco che in una passerella per Gucci Bamboo
C’è più amore in un bagno al mare all’imbrunire, mentre mi prendi da dietro e mi baci di salsedine sul collo che in un lettino a farsi foto, a Porto Cervo, a mezzogiorno
C’è più amore nei tuoi occhi a forma di lampione quando scorgi il mio sorriso, che dentro una borsa firmata col mio nome
C’è più amore nel volersi annusare e raccontarsi ogni sera, la tua voce fa passare il mal di testa, che in qualsiasi serata di beneficenza su misura al proprio ego
C’è più amore nell’uscire all’ultimo da casa, passo a prendere le pizze, faccio io, tu riposa che sei stanco, quando arrivi? Fai presto, ti voglio ora, che in mazzi di cento rose rosse il giorno del nostro anniversario
C’è più amore mentre dico non ho tette, vado bene? E tu tu mi rassicuri che son bella, l’importante che ci sei, tutta intera accanto a me, che nei complimenti che faresti post chirurgo a tetta alta e piena.
C’è più amore quanto ascolto quel tuo desiderio e poi magicamente lo trovi davanti, sorpresa, che in mille cose pianificate, vuote, perfette da guardare e da sfoggiare
C’è più amore in una cena al Mc Drive, davanti al mare in macchina mentre ti passo le patatine roventi in bocca, così ti bruci e mi dici che son stronza e baciarsi fino a notte fonda, che in ristoranti con gli amici programmati
C’è più amore nel dirmi non ho voglia di nessuno, ci sei tu, che sei unica, complessa e un po’ fuori di testa, che girarsi mille donne e appagarsi l’ormone, tanto vale pagare almeno dai da lavorare
C’è più amore nei tuoi baci di nascosto mentre parli in direzione, negli abbracci silenziosi mentre l’avvocato è dietro in riunione, mentre dimentichi l’appuntamento, con i messaggi di lavoro cancellati, perché passavi la tua mano tra i miei capelli e sussurravi andiamo, che nelle vasche avanti e indietro con la ricca del quartiere, che non stimi e che non guardi, ma è della tua cerchia e che immagine che dai
C’è più amore quando non lo cerchi e già accade
Ma voi su quella terra lo dovete segregare, lo volete allontanare, bambolina che piange esce fuori dal quadro e dal contorno, bambolina ha smesso di giocare, nel box del benestare
Disumano è scoparsi e chiedersi di non affezionarsi.
Guardare i film sul divano, baciarsi e imporsi di non dover appassionarsi.
Disumano è dire che l’amore non sfama.
Disumano è dire se mi vedono con te, che figura posso farci.
Chiamarsi ogni giorno, mancarsi.
Che cos’è l’amore se non questo? Affetto, consiglio, discussione, dolcezza coccole e attenzione, l’amore è questo, piccole cose.
È difficile accettare che non sia sul pianeta Terra comune a tutte le persone.
Per me resta disumano, in che mondo viviamo? Ma dove andiamo?
È una mia opinione, disse il pesce luna al pianeta Terra che girava l’ennesima stagione.
Vivo le cose, non le chiudo dentro un nome, e le metto, davanti ai tuoi occhi, in seconda posizione. Che sei un incontro nuovo, ogni giorno da mesi, che mi lascia senza parole Non biasimarmi. Sono un pesce luna.
I pesci luna ammirano la Terra nuotare nel suo buio, mentre appiccicate un nome sulle cose perché vi facciano meno paura.
Morite di fame ma pieni di cose, trovate l’acqua su Luna e su Marte, giocate a Shanghai con le mani delle persone. Purché faccia tendenza, purché faccia valore. Frullate col tè verde anche il cinghiale e ve lo bevete sperando di non ingrassare, ad ogni colazione.
Se riuscissi a condannarvi lo farei, ma non ci riesco, io proprio non capisco, cosa volete, cosa richiedete.
Giro le pinne e sono altro, vi guardo col vuoto che mi lasciano le vostre cose, guardo l’etichetta che mettete ogni volta che la luna mi avvicina al vostro magnete, ci provo, ma mi deludo ogni volta, e nuoto altrove.
L’etichetta e la tua considerazione puoi riprendertela pure, so di esserlo da me che sono un pesce luna e non ci sarà niente che potrà brillare più del tuo sorriso, quando scherzi a luna piena luna vuota, a luna crescente luna calante, quando sei con me. Oltre ogni brillante.
Sei il patrimonio che la Terra non perdona.
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