Vietato morire
Disagio riciclabile
Filo su Vietato Morire,
in vita ricorda, vietata la morte.
Grida, snervanti silenzi da privè, solo per te.
Doveri, dei sì a compiacere palchi falsi e sfranti. Sconforto, dolore sordo.
Le luci del CONI.
Non brillavano di luce calda, limpidezza o verità, né di amore, non per lei.
Suonava una musica strana, ma non faceva conto, suonava, si faceva crescente la musica strana, sempre meno soddisfacente sulle crepe delle labbra. Sull’acido delle spremute. Sui segreti non violati dalla gente.
Settimana dopo settimana il crociato guariva, aprendo col coltello del dovere e del mentire, voragine sul cuore, un corpo intero in croce, sempre più in fondo sempre più buio e solo, senza speranza né volto. Spaccava le ossa. Distratta. Tornava a quel sì, efficace preciso, sorridi, si fa così.
Il pensiero di giocare ancora e ancora ma per quanto ancora? a formine sulla sabbia, faceva vomitare, anche gli stomaci più duri. Se in trincea non riesci neanche a riposare, a respirare. Con che coraggio hai la forza di giocare per vent’anni. Da vent’anni. Se hai vent’anni?
E quel suono ignorato e ignorante, passavano i mesi, quel suono seguiva, sussurrava di vita, piano piano non sei sola, se ti giri c’è un esercito, di paura come te. Di linguaggio come te. Ma a lei non importava, non sentiva. Ce la faccio.
Da che aveva tre inverni strisciati su mura di gelso e pelo di gatto. Ce la faccio.
Accettazione. Perché ora si muore.
E io ce la faccio.
L’accettazione lucida della fine pone il corpo lontano della mente, lo svuota. Resta un pugno duro di disperazione e adrenalinica calma. Resta solo il pensiero animale del pericolo. Dentro di te, occhi e utero sconvolto, che animale non sei.
Perché ora si muore. Lo accetti. Una, due, cinque, nove, dodici, ventitré, quarantasette..volte e sopravvivi. Non si contano, come alla tombola.
Tocca a me ma tiri sempre tu. Perché ti sei allenata. Gregata. Ti sei fregata. Fidata.
Per non sentire più. E poi davvero, non hai sentito più.
Faceva così, quel suono dissonante di ruggine e di latte. Bocca bruciante, noce moscata ricotta e sangue. Preghiera, non recita nanna. Cuori abbracciati, sorretti da fili di latta.
Su pelle di lana, per sempre cucire.
Vietato Morire.
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