Il peso delle parole
Glossario scomodo
Filo su parole pesate
La nostra vita si basa sulla parola, sul suo uso, il suo peso, il suo magnetismo.
Le parole sono importanti e se usate male, fanno male.
Ognuno è libero di esprimersi come meglio crede, secondo le sue possibilità e la sua cultura. Innegabile.
Ciò non toglie che questa, essendo una raccolta di cose scomode, tende a sottolineare cose scomode.
La famosa libertà di parola.
Strumento conquistato in millenni di evoluzione, arma affascinante e preziosa, ma anche insidiosa, complessa e difficile da gestire. Riempiendoci la bocca di continui C’è libertà di esprimere quel che si pensa qualcosa è andato e continua ad andare di-storto.
Liberi si, ma con riguardo. Libertà di espressione non è aprire la bocca e vomitare il primo pensiero che passa, libertà non è sparare a zero sula folla. Non è ferire e pazienza, io dico poi è problema tuo. Non è solo scrivere, parlare, senza pensare dove andranno a finire le nostre parole, corredate di portata e specifica valenza.
Non è ammesso, nella libertà il non rispetto. Valicare i confini della legge, del buon senso, della giustizia.
Che si abbia visibilità, che non la si abbia. Sui social network come nel privato. In macchina, al lavoro, in vacanza, in famiglia, qualsiasi il contesto sia.
Siamo artefici del mondo in cui viviamo ogni giorno, uno accanto all’altro, nell’anonimato e nel particolare, dove ci vediamo e riconosciamo, senza renderci conto, che è piccolo, invisibile, la vera star, la base della piramide, questo scontato quotidiano, il più prezioso e potente palcoscenico di cui disponiamo.
E ogni volta che parliamo, o non lo facciamo, scegliendo determinate parole o non scegliendole, abbiamo una grande responsabilità.
Siamo noi che creiamo, goccia dopo goccia, in maniera impercettibile, il mare in cui sguazziamo, il modo di pensare di una cultura, del parlato, del pensiero dominante.
Se domina, chi lo ha reso dominante?
E non vuol dire, con ciò, non potersi permettere errori. Tutt’altro.
Significa dar valore al peso dei significati, e non grammaticali ed etimologici, ma quelli etici, della sensibilità, del del cuore, della leggerezza, della responsabilità degli errori, e non sintattici.
Vuol dire riuscire a pensare un attimo ancora prima di giudicare. Parole, trascinanti, creatrici di vita, bellezza e conforto, parole portatrici di conseguenze di cui spesso non teniamo conto, in scenari a volte purtroppo, fuori dalla nostra portata. Parole che si fanno abitudine, pregiudicanti, capaci di creare valanghe di danni se messe a caso, una accanto all’altra. È così che si fa vita, politica, propaganda, interazione, intrattenimento, cultura, amore. Comunicando.
Porre attenzione ai contenuti espressivi, denota rispetto. Capire che le parole per ognuno hanno valenza diversa, di più. Ammettendo libertà nei margini di una delicata sfera, quella del rispetto e della dignità, propria e altrui si può creare un nuovo presente.
Empatia, sensibilità, umanità.
15 proposizioni, un filo conduttore.
- Non si dice: una prostituta di 30 anni è stata picchiata da un moldavo. Si dice, una donna di 30 anni è stata picchiata da un uomo. Che cosa facesse o da dove venissero a noi non importa.
- Non si dice: È un extracomunitario algerino di 30 anni che ha portato un nuovo caso di Coronavirus in Italia. Si dice, Italia, nuovo caso di coronavirus, è un uomo di 30 anni proveniente dall’Algeria. Interessa da dove proviene, nient’altro. (Extra-comunitario, solo se usato neutro, se non ne facessimo un uso così negativo e scellerato legato al livello di ricchezza che quell’extra comunità porta con sé.)
- Non si dice: Italiana di 30 anni uccisa dal folle compagno, fuori dalla disco, era ubriaca. Si dice, caso di femminicidio fuori da una disco. La provenienza non interessa. Non attenua essere ubriachi. E nemmeno la follia, che non esiste.
- Non si dice: Bimbo investito sulla statale, da un albanese di 30 anni. Si dice, bimbo investito da un trentenne. Da dove provenga non ci interessa.
- Non si dice: Badante russa a x pesta a sangue l’80enne per cui lavora. Si dice, badante (termine ambiguo, vorrei utilizzarlo in modo neutro, colei che bada, ma anche di questo termine ne si fa uso negativo e scellerato) picchia gravemente l’anziano per cui lavora, un uomo di 80 anni. Non interessa la nazionalità.
- Non si dice: Immigrato clandestino di 30 anni deruba il locale di un noto avvocato italiano in via X. Si dice, locale derubato in via x da un uomo di 30 anni. Non interessano gli studi né la provenienza né tantomeno se migra o stanzia.
- Non si dice: Noto atleta del mondo X scornacchiava alla fidanzata, indagato per violenza domestica. Non interessa l’estrazione sociale o il mestiere..che faceva scusate?!
- Non si dice: 30enne parigina stuprata da un italiano di 28 in vacanza in Francia, entrambi sotto effetto di stupefacenti. Si dice, 30enne stuprata da un uomo di 28 in vacanza in Francia. Non interessano le provenienze né cosa avessero ingerito.
- Non si dice: Una Rom di 17 anni si aggira per il centro di X borseggiando una donna di 75 anni, italiana. Si dice, ragazza di 17 anni borseggia una donna di 75 in centro a X. Non ci interessano le etnie.
- Non si dice: Italiani esausti dalla presenza di clandestini nella città di X, insultano in spiaggia marocchino, disturbava il passaggio sul bagnasciuga. Si dice, omofobia, razzismo, uso scellerato del termine clandestino, e poi perché marocchino? Diciamo per caso insultato agente immobiliare italiano che disturbava il passaggio? Insultato avvocato italiano? Insultato chirurgo italiano sul bagnasciuga?
- Non si dice: Trans di 30 anni, universitaria del X muore di overdose, violenza sessuale dal collega 45enne. A che serve? Si dice muore ragazza di 33 anni per overdose, violentata dal collega 45enne. Fine.
- Non si dice: Badante rumena chiede aiuto via telefono perché il marito noto medico di X la minaccia di morte. Le chiedono i documenti, senza ascoltarla. Non arrivano in tempo. Muore. Non so dirvi cosa si dica in questi casi. È da tempo, per me fuori portata.
- Non si dice: Violenza di gruppo su una 25enne americana, correva in provocante tenuta da corsa, slip e top a parco X. Si dice, donna di 25 anni violentata da gruppo al parco X. Nessuno vedeva o sentiva. Tutti improvvisamente ciechi in centro?
- Non si dice: 20 migranti sbarcati a X saccheggiano supermercato in piena notte. Si dice, supermercato derubato da 20 persone nella notte a x. Che migrino o siano stanziali non ci interessa.
- Non si dice: All’alba di oggi 30 clandestini affogano davanti alle coste di X, non lontano da un peschereccio. Si dice, 30 persone di nazionalità X affogano davanti alle coste X non lontano da un peschereccio. Nessuno ha chiamato i soccorsi. Si dice crimine e disumanità, @mediterranearescue ancora non so come si possa definire tutto questo.
Espressioni di cavalcante superiorità di cui ci facciamo sceriffi.
Italiano non è sinonimo di razzista come algerino non è sinonimo di clandestino. Avvocato non vuol dire necessariamente persona rispettabile e rom non significa ladro. Se una donna viene uccisa dal compagno non è omicidio, ma femminicidio. Se le persone muoiono in mare è perché cercano una vita migliore. E se la cercano disposti a morire su una zattera, a voi la riflessione. Può esserci vostra madre o vostro figlio, lì, a riempirsi di acqua i polmoni.
L’empatia è una brutta bestia.
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