Gelo

Che non si riscalda
Filo su gelo in fiamme

Camminavo freddo a luglio.

38 gradi all’ombra, come camminare sulla brace a piedi nudi, nessun accenno di vento, la gola secca, gli occhi pieni di paura, il coraggio di affrontare qualsiasi cosa cucito a filo nero tra le costole, aghi su spalle ossute. Di quella paura che ti svuota lo stomaco e le gambe le senti senza scheletro, camminano da sole, le cosce tremano, anche l’utero fa male, sembra contrarsi e aggrovigliarsi risalendo fin su alla gola. Sul petto il peso della colpa, sono pronta. Pronta a tutto, sono pronta a morire.

Non ho nemmeno vent’anni.

Dietro l’angolo, attendo, attendo io, qualsiasi cosa. Vado io. Tu resta qui.

38 gradi all’ombra, come camminare sulla brace a piedi nudi nessun accenno di vento, la gola secca, gli occhi pieni di paura, il coraggio di affrontare qualsiasi cosa cucito a filo nero tra le costole, aghi su spalle ossute.

Ogni maledetta estate.

Gelare, mentre il fuoco alto brucia tutto ciò che trova, grondante di benzina e piscio. Riempiendo ogni angolo di una cenere tossica e senza odore. Che asfìssia. E non ti accorgi. Fino a giacere, per terra, in un violento pianto, come si dispera chi non ce la fa più, vomitando lo stomaco.

Estate: ignorata richiesta d’aiuto.

 

Scrivici!

© Storie di Lana - APS, C.F. 92180030907 
La totalità delle Storie scritte all'interno di questo spazio web sono di proprietà di Anastassia Caterina Angioi, in quanto autrice delle stesse.
È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi, senza previa autorizzazione scritta dell'autrice.