Dalle garze nascono i fior:
Diciotto giugno, e il diciotto non lo sopporto
Filo su 415. La rosa. le garze. quei punti
Per la terza volta qualcuno l’ascoltò.
Strano no?
Già. Eppure ho paura. Per come andrà, ora.
Non è il giudizio che sarà a fine percorso a decidere quello che lei ha vissuto. E soprattutto quello che lei è. A decidere ciò che ha sofferto e tutto quello che è stato durante questi lunghi anni. Ha conosciuto persone che sono andate nella direzione giusta, quella della verità e della giustizia a riportarla sui binari ogni volta che lei cadeva. Ma lei dà molto più peso alle loro parole che alle parole di un giudice. Come al solito.
Non confonda ora quel che sarà. Finirà a chi se la gioca meglio. Spesso alla malafede, al potere, alle beghe e i cavilli. Lo sa. Non c’entra il suo vissuto. Farà male e sarà un’ ingiustizia, chiaramente, se non sarà la verità a emergere.
Già, quella vera e dolorosa.
Ma ora non sa, non sa come finirà. Fin ora le carte parlano diversamente da come lei ogni volta distorce a modo suo.
Non è facile. Non lo sarà ancora. Ma dopo anni, oggi si vede una fine, un poco di luce.
Da quelle garze e quei punti profondi da cui sono bendata, è nata una rosa.
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