Metalmeccanico Nino

Allora sono frocia anche io
Filo su feltro.
spiegatemi bene cosa è sto frocio perchè io non vi capisco

Ho conosciuto Nino tra i fusilli e lo stracchino. Esclamai, ma che bella maglietta che hai! mi sorrise tutto fiero del suo fucsiare rosa.
Lo trovai poco dopo nel reparto latte con lattosio. Ed è lì, che iniziammo a raccontare.

Sono Nino e sono 47 anni che non digerisco il lattosio. Ma mia moglie sì e pure Lalla, mia figlia di 17 anni, lo adora, e allora mi tocca comprare il brick grande per vitelli nati a primavera. Lalla fa boxe, è veloce e muscolosa. Dice sempre a pá, se’ sempre stato troppo pè sto monno che ar contrario è troppo ‘ndietro, nun je a fa davanti ar core tenero. Trovassero me, quei bagordi.

È per quello che fa boxe, mia figlia matta, vuole fargliela pagare al bagordo con la spranga. Ma come dice lei vuole i mezzi giusti. Boxa, vuol essere avvocato. Nino arriccia il volto e l’occhio si commuove. Gridavano a frocio, una notte, incappucciati, quei bagordi. Son metalmeccanico da 24 anni, la divisa protettiva dopo 8 ore ci fa male, ovunque sia.

Alle 18.31 lancio tutto e mi fiondo molto spesso sullo shopping terapia. Mia moglie ormai lo sa. Amo il rosa, agli altri no, che vuoi fare, mi dà serenità. Che sia donna, quel colore non c’ho mai creduto, mia madre mi diceva davanti alle Vuitton di lacca scura, ricorda Nino mio, il mondo davanti al sesso non ragiona, vive tra recinti e consuetudine per dirsi più sicuro, è abitudine coi si fa e coi si deve, perché così fa uomo, perché così fa donna. 

Ha paura di essere chi è non sapendo quel che vuol da sé. Allora attacca, attacca te.

Vai avanti Nino mio, lascia andare e non aver paura.

Nino è sorridente e genuino, un orso alto e forte, e sa bene come van le cose, ma ogni dì di scherno ricomincia, si chiede come al mondo qualcuno ancora insulta un colore, una gonna o per un fiore.

Sono un uomo come tanti: amo, piango e rido, odio stirare al caldo ma cucino, come dice mia moglie, da dio. Faccio l’uncinetto e la maglia da quando ero bambino. Ma ancora non capisco, perché se porto i leggins o la felpa ciclamino dò fastidio, se in fabbrica metto lo smalto, se perdo la testa per un tacco Valentino. Se te ne accorgi quando ti incrocio mi chiedo ancora perché ci si insulta dicendosi a frocio.

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