Dieci anni e due tramonti
Si contano sulle dita di una mano
Filo su ostinazione
per ostinazione, per resistenza, in nome della felicità
Scusa, hai visto passare la vita?
Ha una gonna in maiolica blu e il viso scavato dal dovere
Con le dita lunghe e la schiena nuda
La maglia stretta al collo e le spille sui seni viola
Scappa via prima che si accorga di noi
Perché credo nel lieto fine ma non l’ho visto mai
Dieci anni stessi giorni stessi luoghi diversi volti, ti ripenso
Anima mia di lampi e luci viola, in una piscina sul tetto del mondo
Sono salita con lui, è divertente e carino e io
finalmente rido
Dolce dolore alcolico, non so bene come si scriva
Ha la cannuccia e la forza di fare la storia lontano da voi
Si confonde con le lacrime, che succede?
Bevi e non ci pensare, mi hanno detto di sorridere
All’alba di un nuovo giorno cade sui bronchi il primo shot della vita che passa
La mia
Dieci anni stessi giorni stessi luoghi cadenti volti, ti ripenso
Anima mia
Chi ha rubato il meglio di te?
L’aria fredda è troppo forte sul corpo dell’angoscia, pelle d’oca, mal di pancia, privilegio, panico, abitudine
Lo so fare
L’ho fatto tante volte
Ascensore
Cammino nel tunnel delle stelle che riempio di pesi
Sono la più piccola che io conosca ed è l’unica cosa che so
Mi sono allenata per giorni per portare il peso del mondo in leggerezza
Mi studiano sui libri mi vogliono come gli uccelli
Ma non ho le ossa cave
Io volo per ostinazione, in nome della felicità
Le sei del mattino sono la zattera di pane burro e paura da quando è finita la scuola, e io mi ci aggrappo
Metti che succede come a Lil
Chi sta prendendo il meglio di te?
Per una volta rido, sul tetto del mondo è tutto finito
Il vento è un vortice ogni volta che tento il decollo
Mi stringe a sé per non farmi annegare
L’unico amico che ho, per andare dove dovevo
Dove tutti credevano
ma io mi riempio d’acqua
Ho visto la vita passare su un albero, era una bella domanda ma io non so rispondere davanti alla morte
La bandiera sventola ancora sul mio nome e io mi ci copro le spalle per poter accordare l’ultima canzone
L’olimpico è il mio palco, ma la musica non si può sentire
Ne ho bisogno per non sentire l’applauso
la pressione sul petto il frastuono che fa
Ancora e ancora per non vedere il tuo sorriso amaro
Così le ho imparate a memoria e me le canto in silenzio
per sconfiggere il tremore e convincere il corpo che mi diverto
Che non sento
We are the champions, dicono
Ma io non lo sento
Devo affrontare la sconfitta di essere solo una bambina
Ma non lo capivo e nessuno l’ha mai sentito
Quando non colmi l’aspettativa diventi invisibile al mondo
Si sono persi i sorrisi e le mie compagne fidate, le speranze perché prassi dei pazzi, si dice
Il cellulare inizia a squillare
Lo sento tra i denti il tuo commento
Pugnale d’eco
Giro la faccia sul marciapiede, più in basso che posso
Si scende
Conosco da un po’ questo guasto al motore, piede e vento contrario a protezione
Ma è tutto finito
È finito
Oggi la sangria ha un gusto diverso
Dieci anni stesso mese stesso giorno o poco più
È questo che hai sentito l’ultima volta?
Senza di lui, nessuna luce a farfalla da rincorrere per sembrare felice a dio
C’è un suono nella pancia mai sentito, cos’è?
Si frantuma la gonna in maiolica blu
I miei ricordi
L’ultimo giorno di te
Hai mica visto passare la vita?
rido da sola
Tutto passa fino a che non ti sta addosso
Cinquant’anni sono un buon punto interrogativo da cui partire.
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