In nome del padre
Vivien
Filo su patto d’amore
Tra lo sguardo del padre e quello dell’amante c’è una valle di lacrime per chi non li sa distinguere.
Uno mette al mondo, accudisce, non chiede e lascia andare, l’altro sceglie, chiede, ama e restituisce, prendendo posizione.
E nella valle di lacrime i fiori sembrano distratti e annebbiati, non sceglie nessuno, pensano che l’amore sia gratuito. I derelitti sotto casa ti chiedono di salvargli la vita e tu confondi il padre con l’amore.
Nessun padre pretende la vita nessun amante salvezza infinita. Stare e amare sono due verbi con medesimo cuore..
Non c’è più il tappeto del relativismo su cui sentire la terra dove giace la vita, né il fuoco timido dell’amor proprio.
Affogo di lacrime e il respiro si annacqua. Mani affamate si dimenano tra gli aghi. Il sole estivo oscura la gioia, con quattro toni di giallo sul dorso.
Un torrente ha spaccato le costole, una lacrima accanto all’altra ha dato da bere a un girasole nuovo.
Dipanavo il filo continuo del trauma, nella nebbia e nella confusione, dell’amante e dell’amore.
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