Respiro

Parola di fatica
Filo su non smettere

Parlare per non morire
Cucire per sentirti parlare
Tu non smettere mai di parlarmi così io non smetto di respirare
Con questa promessa ho distrutto il tetto a questa vita

e il cielo inizia, con sollievo, a gocciolare

Respiro non l’ho mai saputo mio, c’era altro
di più urgente da fare
Cos’è questo gonfiarsi e lasciar andare?
Io non voglio respirare
Ma essere invisibile
Voglio stringere a me e non abbandonare
Mi sento soffocare
Trattengo forte perché senza la tua mano mi sento mutilare
D’amore, di vita, di affetto
L’elemosina
Quando arriva nel terreno del deserto
L’acqua si confonde con la varechina

Respiro mio non l’ho mai sentito, c’era altro
di più importante, sulla groppa da portare
Sopravvivere, sistemare, moderare
Accudire, ascoltare, sopportare
Sperare, zittirsi, giustificare
Cambiare
Farsi picchiare
Piccoli e stretti nelle grate delle gabbie col fiocchetto
Non dare fastidio
Gratitudine, gratificare

Rispettare la tua storia significa ascoltare le tue resistenze, gli aneliti, le arrabbiature. Ogni parola che dici, ogni sentimento che provi racconta di te. E una sfida, solo una, la scommessa della vita: averti cura. Avere cura di te, ascoltarti, scoprire chi sei, perseguire la tua natura. Capire chi vuoi essere e non barattare i tuoi sogni con nessuno, in questo cammino così breve, costa fatica, allora fai in modo di semplificarti la vita. Abbi cura del tuo giaciglio, non far varcare le porte a chi è un pericolo per te, lascia lontano quel che ti rende la vita impossibile. Non la possibilizzerai con la tua volontà di volerla cambiare, perderai te.
Apriresti le porte a un ladro d’amore? così è l’attenzione che dovresti riservare alla tua anima. Non saranno la sofferenza o la resistenza, a renderti migliore, non l’indifferenza alla tua etica, la sopportazione o l’eroismo di cui ti investi per salvare il mondo, a farti diventare un essere umano superiore.
Saranno l’amore che hai per te, la considerazione che hai di te a proteggerti dai dissennatori di gioia, una che se terrai al caldo potrai convertire in cura preziosa da regalare all’altro. Non ti aspetterà nessuno, è vero, e alla fine sarà una benedizione. Serve spazio per scegliere, serve tempo per vedere. Qualcuno un giorno ti troverà, e resterà senza fatica, perché non serve fatica per restare. Serve fatica per sopportare. E sarà uno scambio di parole, di vento, di amore che si sposta sul viso a farti capire che ogni grammo di amore che hai dato è tornato. Non da chi volevi, non come volevi, sarà come e da chi doveva essere. Abbi pazienza e calma in quel dolore, piangi fino a quando domani arriverà ma non lasciare questa terra, non dar loro soddisfazioni, nessuno cambierà la sua vita perché tu ti sei lasciato morire, serve lavoro duro e coraggio nel lasciar andare ciò a cui siamo aggrappati e che ci distrugge, per riconoscere davvero l’occasione di potersi ri-appropriare di questa vita.
Il muro di resistenza è crollato, posso far entrare la luce ed espanderla.
Abbi forte il coraggio di deludere e non attenderti ai voleri degli altri, questo processo ha bisogno di attraversare quel dolore, di potature e ampio spazio. Svuota e spendi il poco tempo che hai accanto a chi si ferma a svuotare insieme a te, ridimensionando il tuo buio. La tua paura.
Non smettere mai di parlarmi.
E per una volta, per quanto lavoro fai sui tuoi mostri e le tue ridondanze, per quanto hai subito e per quanto hai dato, accettati per ciò che sei. L’accettazione del proprio essere e del proprio limite apre orizzonti di rispetto impensabili. E non importa se non andrai bene per qualcuno, forse non lo sarai per molti di più, ci proverai a plasmarti e non finirà mai bene. Quella sarà la tua fortuna: lasciati guidare, impegnati ad andare bene per te, a essere coerente con la tua persona, con la gentilezza che pervade il tuo sorriso, che è già faticoso così com’è. Non c’è niente da capire. Solo da non fare. Tanto da sentire e troppo poco per morire.
Respiro se imparo a rispettarmi.
Magari oggi mi abbraccio un po’.
Mentre la parola mi indica la cura, dalle fratture di questo terremoto ci vedo il cielo. Il respiro si blocca tra i denti. Sono ancora poco capace. Il cuore si spezza se penso alla malinconia, alla paura che mi pervade.
Non smettere mai di parlarmi.
Insieme troveremo la strada. O forse a gran sorpresa, non ti accorgi, sei già in cammino da qualche parte.

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