La stanchezza si veste di verde

E m’assomiglia
Filo su desideri preziosi, i tuoi perchè

Siamo tutti diversi, puoi ricordarti di te?
Prenditi in braccio e proteggiti
Togli la coltre di merito e vivili

Sono stanca di fare del male ai miei desideri perché diversi dai desideri degli altri
Stanca di veder calpestare le mie aspirazioni sulle strade battute da scarpe laccate degli altri
Di maltrattare la mia storia
Il mio come
Il mio valore
Per essere altro da me
Di celare la mia timidezza, fragile ingenuità nel mondo
Sono stanca di soffocare in un sacco la mia flebile voce
Il perché del mio restare
L’ho preso dal fango e l’ho asciugato
ci ho messo su una bandierina perché non affogasse nelle vite straordinarie degli altri
Come un sub, perché si vedesse in mare aperto
Dimora gentile di gabbiano che vola più in alto che c’è
Sono stanca di dover sembrare qualcosa che non mi piace
Fare per essere capace
Produrre per dimostrare
Appendere al muro la gloria di saper fare
Chiodo bollato
Sei bravo
La comunione la scuola la laurea il lavoro il matrimonio morire
Vivere perché
Come si fa
Mi sono vista sfiorire per vivere negli interstizi di luce quando spazio restava
Quando briciole cadevano
A sentimento usato, a basso consumo
e non disturbavo
A testa bassa sulle rampe di lancio degli altri, l’applauso gremito
Eco per me che non sentivo
Sono stanca di non portare rispetto al mio viaggio, ritardo, sbadato, sbagliato
A ciò che doveva
Poteva
E non era
di ciò che si deve per sentirsi meritevoli
Di avere un nido in cui rincasare e fuggire
Ci ho lasciato le parole, le mutande e le chiavi
Sono stanca di vivere lontano dal colore dei miei valori il sapore del mio buio le mie follie i miei errori
Tentativi per trovare me
Nonostante la mia vita
Per strapparla da quella degli altri
I miei sogni, coperte per freddo
I miei sogni, sciarpe per vento
Scarpe comode coi buchi e le mani sulla schiena
sonorità di nuvola bianca portata a filo di tessuto arcobaleno
Siamo tutti diversi, puoi ricordarti anche tu?
Sono stanca di errare senza il mio corpo, senza il mio tempo che sa di biscotto
Che vale meno
Perché meno valeva per te
Spaccato, sfregiato, violato
per un sembrare compiaciuto, divertimento per tutti, silenzio per me
cosa mangiare vestire ascoltare restare
Con chi
La voglia di vivere
Per chi
Sono stanca di rincorrere ambizioni sociali di vita
Pressante, appagante, in linea
La mia che gattona di lato
non assomiglia a nessuno, si cerca
degna di sguardo, non produce
Mira d’affetto
Non mio
Ho messo un vestito verde con i bottoni di legno di cedro
E ho fatto un sogno con i pesci bordeaux
Riscritto due volte
Ho preso il filo giallo e mi sono salvata da ciò che non ho avuto.

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