Il panino
con la lonza
Castigat -poco ridendo- mores
Filo su ordine n. #2, di lonze e di finzioni più finte degli auguri di Natale
Edgar.
Dimmi Frodo.
Balle.
Cosa, balle? Di fieno o di palle?
Palle Edgar. Palle!
Non è vero ciò che dice la gente.
È sabato Frodo, che cosa devi castigare?
Che siamo troppo occupati, Edgar. Che non possiamo spendere. Che non abbiamo un minuto. Che non ci è stato possibile.. Indossiamo ogni giorno una costosa collana di perché recitati a rosario sotto la quale ci inebriamo e che facciamo pagare agli altri.
Balle.
Balle che non abbiamo soldi. Che non possiamo. Che di liberarci, proprio non riusciamo. Che non sappiamo. Che credevamo.
A volte sì, è vero sai. È proprio così, che non ho soldi, che non ho tempo, che non ho..
Voglia!
Dillo!
Voglia!
Voglia Frodo, lo so che è voglia. Ma ti pare che lo ammettiamo.
Non è un male non avere voglia, perché nessuno lo capisce? Perché non diciamo mai la verità? Sarebbe così semplice, guarda non mi va. È stucchevole e becero, se fingiamo. E noi, continuamente, fingiamo. Nessuno è troppo occupato per farsi sentire, per farti sentire importante, per una carezza, per rispondere. Per incontrarti. Per dirti esisto. Esisti?
Siamo le priorità che scegliamo, siamo il tempo che usiamo, i soldi che spendiamo. Siamo le scelte che in una giornata facciamo. Siamo il messaggio che non mandiamo, e la chiamata che non facciamo.
Non è una colpa.
Io lo so Frodo. Ma anche tu che credi a ciò che dice la gente sei un po’ fuori forma.. Ma credi che se uno ti dice una cosa, poi sia quella? Se ti si attacca è perché gli interessi? Se ti segue è perché ci tiene a te?
Senti, ma perché non ti fai un bel panino con la lonza?
Ma Edgar, ma ci pensi a quante balle crediamo, a quante ne diciamo, a cosa ci prestiamo? nessuno è troppo impegnato, troppo povero, troppo sfranto, troppo occupato.
Ma non lo sai, non è vero..
Te lo dico io, che è vero.
Dai che lo so, cerco solo di dirti di lasciar stare, Frodo. Fatti u panino con la lonza e guardiamoci un film.
Tieni. Su.
Ho visto poveri condividere una zuppa, e taglieri da mezza piotta fare le pulci per una mancia, ma non ce lo possiamo permettere quel concerto, quel libro, quell’incontro, quel messaggio, quel bacio. Quella lettera, quell’ora passata con te.
Non è una colpa. Sono scelte.
La truffa sta quando ci atteggiamo da poveri cristi quando in vero non lo siamo. Troppo impegnati. Troppo poveri. Troppo addolorati.
Miseri. Siamo solo tanto miseri. Facciamo tanto le facciate quando crollano i muri portanti..
Sarebbe più facile, e semplice e limpido dire: non ho voluto, non sei nella mia lista delle priorità. Ma non sarebbe meglio?
Lo sarebbe, Frodo. In un mondo che non è questo però. Ma tu puoi sempre scegliere. Scegliere con chi avere a che fare.
Fingiamo.
Che tutto ci interessi che tutto ci tocchi che tutto sia per noi e alla nostra portata, magari illudendo, dall’altra parte qualcuno che aspetta. Che ci aspetta. Che ci tiene. E che ci pensa. Piccoli gesti che salvano il mondo. E pure te stesso alla fine. Dalla bruttura e dal niente di cui ci stiamo circondando. Fantocci, pagliacci col viso d’angelo.
Torniamo sempre lì Edgar..
Alla lonza?
.. siamo le priorità che scegliamo. E la corrispondenza tra i gesti e il cuore che teniamo.
Il resto, il tempo, le piotte o i centesimi, sono frottole.
Preferisco un tagliere, alla tua presenza. Ma dillo, no? Preferisco altro, a te.
Sarebbe un mondo migliore.
Se imparassimo a dire la verità.
Dapprima, Edgar, a noi stessi.
A noi stessi.
Di tempo ne abbiamo sin troppo, Frodo.
Non ne sprecare, magnati sta lonza e lascia andare.
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