L’impostora

Ci solleva dalle colpe, nel manuale del bar
Filo su miele, dolce la crepa del cuore
 che nelle sue mani ti tiene

 

È una condizione piuttosto ereditaria.
Figlia di impostora si nasce, ma a volte se si è brave a sopportare, si riesce a diventare.
È la figlia non voluta di una madre non voluta che si aggira sulla terra, mantenuta.
È giustiziera. Scaltra. Manipolatoria.

Se non l’ha visto nessuno non l’hai vissuto davvero.

Calma gli appetiti. Accende la rivalsa.
L’impostora è la donna che appiana le diversità, le differenze, le polemiche, quella che tutti i giornali aspettano. La succulenta carne dei titoloni per cui esclamare finalmente! Ecco, vedi! Anche le donne!
È la donna sopra le parti, che ci mette tutti d’accordo, la donna quella degna del suo nome, quella vera che ci prova, la stolta, quella che la narrativa giornalistica attende succosa, quella che fornisce l’assist all’uomo esasperato, l’uomo provocato. Ma lo vedete che non ne poteva più? anche l’uomo subisce, femministe dei miei stivali. E questa ne è la prova. La donna, l’impostora.
L’impostora è la donna che mette sicurezza sulle controversie sessiste, sulle violenze, sul genere acclamato, sui maltrattamenti nascosti, il patriarcato che vedete solo voi, che un po’ in fondo ci marciano, pure loro, che la verità non è mai una, che ognuno se la canta e se la suona come vuole. Un po’ e un po’. La verità è sempre un po’ e un po’. Sicuramente lui non è a posto, ma pure lei…
Insomma l’impostora ci salva tutti, tana per tutti, ci solleva dalle colpe. È lei in cui si identificano le pazze per morire lentamente, come le loro madri. Le figlie delle impostore, e le coraggiose, le più temibili, che ci credono del tutto a ciò che dicono di loro. Loro che ci hanno provato a farla franca, ma la verità è venuta a galla. Perché la verità non è mai una, dice così il manuale del bar.
L’impostora provoca, nella vita che le è data da vivere, manipolatrice del reale, distaccata dal senso del reale, che esemplare burattinaia plasma a suo piacere il mondo attorno a sé. Le sue prede preferite sono gli uomini chiaramente, a cui si legano, ma questo lo sapete, brava gente. È la donna tipica nel suo genere, la psicopatica nel manuale del bar, la pazza, la strega dell’eccesso, lascia i barattoli di miele aperti, si veste, si sveste, sorride borderline, eccessivamente emotiva, rompicoglioni, insomma una disgrazia che gli uomini, le comunità, interi paesi e le società migliori ancora subiscono. È impossibile salvarsi, gli uomini non hanno idea di come liberarsene. Non reggono la donna che hanno davanti, perché dà fastidio come l’ortica, devono annientarla. Annientarti. Esasperati dalle padelle spostate a modo loro, sono donne creative, che senza mezzi lasciano i loro uomini, dai quali si fanno estorcere di tutto. Domande assurde, richieste sfrenate, l’impostora è una donna pericolosa. Può essere una ricca donna in carriera, che comunque da identikit, pretende lo stesso la luna dal pover uomo.
Può essere una mendicante, che scala la sua ascesa sulle braghe del compagno.
Sono donne sempre bellissime. Anzi no, l’identikit dice anche che sono cesse a pedali accanto a uomini che non le meritano.
L’impostora non sa chiedere aiuto come si dovrebbe, perché dovrebbe chiedere aiuto secondo manuale. Cosa dice, al bar il manuale? Se non stesse bene davvero come dice dovrebbe chiedere aiuto. Se venisse abusata come dice, chiede aiuto. Se vessata, chiede aiuto. Insomma, si capisce come si fa, si chiede aiuto quando qualcuno del male ti fa. Ma l’impostora non lo fa. È impostora.
L’impostora non sta nel manuale, chiede aiuto male, riporta la realtà travisata, cosicché tu non la capisca troppo bene, di modo che tu possa ritenerti sollevato dalle colpe e le responsabilità, anche a distanza di anni, soprattutto a distanza di anni, perché non l’avevi capita. Non avevi inteso la gravità della situazione. Ma è colpa sua, mica tua. Perché non si è spiegata bene. Sicuramente sfumata da qualche disturbo psichiatrico, andata in aceto come il vino.
L’impostora è fumè, pretende i soldi per i figli al marito, ma i figli non hanno bisogno di soldi, servono a lei. I figli si crescono gratis. I soldi li usa lei. Per lei. L’impostora.
L’impostora si sposa per soldi, fa sesso senza pensieri, incastra gli uomini con un anello e con dei maledetti figli. Infanga i cognomi grossi. Non fa un cazzo dalla sera alla mattina, aspetta di essere mantenuta dal marito ricco intelligente, disponibile e mite, usato e denigrato da una donna senza cuore.
L’impostora denuncia ciò che le accade, perché non ha appunto, un cazzo da fare. Vuole guadagnare. Rovinare. Prendersi gioco. Guadagnare. Si vuole ricca l’impostora. Sulla tomba degli uomini.
L’impostora stona, in un trio di archi perfettamente all’unisono.
Che bei concerti, nelle case dove per un barattolo di miele si muore ancora.
Ve lo garantisco.
Impostora.

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