È solo la tua percezione
O forse, N-educazione
Filo su non so più cosa sia vero, falso, libertà, opinione, dolore, onestà intellettuale, empatia. Immaginazione.
Mi giro e c’è solo chi muore. Non ho più il Mantello stregato della comprensione.
Ma è solo la mia percezione.
Sandra ci ha fatto una maglietta con questa frase. Perché non ne può più.
Sandra, si ci tiene a dire il suo nome, prima si chiamava Vincenzo, e la V non gli piaceva al suo nome, mentre la S le piace assai, sibila, insieme ai serpenti, alle curve alle sensazioni, alle sirene, alla semplicità di brillare ed essere se stessi.
Parlare con lei mi ha fatto tanto pensare.
Minni, mi ha detto, prendendomi la mano, smetti di struggerti, ti continueranno a dire sempre, è solo la tua percezione! perché le donne non possono riportare le cose che accadono, le donne distorcono a prescindere. Son donne!
Lo dice la parola stessa, lo stigma sta nell’essere portatrice di tette e vagina. Ma se lo dici troppo forte ti dicono che sei nazifemminista, mica realista.
Quante volte mi verrebbe da dire, sei uomo, non puoi capire cosa significhi sentirsi radiografare se esci a portare il cane a pisciare. I fischi. I clacson. In tanti, mica solo uno, ti dirà suonano tutti in città! Ma se tu hai l’ansia e vorresti essere accolta non ce la fai, deve andarti bene cosa ti dicono, perché sennò ti dicono che non c’è libertà di parola.
Pensa a un uomo, a pezzi, davanti a te e gli chiedi, com’è andata? Lui ti riporta l’accaduto. E lo ascolti, senza pare.
Pensa a una donna a pezzi, davanti a te, com’è andata? E ti riporta l’accaduto. Senti subito puzza di esoterismo.
All’uomo, per impulso, non diresti.. sei proprio un pazzerello! Sei troppo emotivo. Sei troppo profondo. È la tua immaginazione. È solo la tua percezione. Non capisce la lingua, è badante, si perché badante fa intercalare in molte cose, viene qui e fa il pazzerello per avere i soldi dalla moglie! Sta fantasticando che ha le sue cose. Non è andata così, sono sicura che se fossi stata lì l’avrei letta in altro modo. Ti hanno trattato male? Povero piccino, non lo diresti. Non lo diresti perché conosci troppo bene quelle persone. E non farebbero mai una cosa del genere. Ma sì è una goliardata, sei tu che te la prendi troppo.
No, a un uomo non lo dici. A meno che..a meno che non lo vedi un po’ con il trucchetto finocchietto femminello. Praticamente prendendo per il culo insieme sia gli uomini che le donne. Perché è dispregiativo essere donne.
E io, Minni, da quando son Sandra, te ne racconterei a vagonate, di queste piacevoli goliardate..
L’uomo sembra nato con la legge in bocca, poveraccio, Vincenzo, impiegato di banca lo sapeva bene, non può scivolare di un metro che mi diventa frocio. Il mondo è così che va e devi adattarti.
E Minni mia, io no che non mi adatto.
Tanto se parla una donna è sempre percettiva e pazzerella. Non ti dico se apre bocca un ex Vincenzo.
Ridemmo amaramente insieme, all’unisono.
La donna la credi meno, si sa, è emotiva. L’uomo no, l’uomo è un pezzo di ghisa.
Sandra è bella con la B.
Si batte da sempre per un mondo più giusto. È una di quelle folli che fa sempre la stessa cosa pensando di cambiare il risultato delle cose.
La percezione l’abbiamo tutti, i Vaginati e i Penati. Non è una prerogativa delle streghe.
E se si tratta, poi, di quella cosa pazzerella, di quella scornacchiata che fanno di tanto in tanto gli ometti birbantelli.. che non vedi ma c’è, lì beh, voliamo alto, altissimo tra le stelle. No, non parlo di quella che lascia lividi e la vedi eh, anche perché la maggior parte delle volte sei capace di non vedere manco quella, no la sottigliezza del trattamento principesco, lo chiamo io. Brilla di..Brilla di..
Si dice sempre così, no? c’è una violenza lancinante quanto e più degli schiaffi e dei pavimenti sui fianchi. Perché ovviamente abbiamo sempre bisogno di fare classifiche e paragoni su cosa è meglio, di gara a chi sta peggio.
Perché mi pare giusto si debba paragonare chi rimane chiusa per anni in casa per paura di esistere e muore lentamente perché le dicono che non vale niente.. a chi esce tumefatta di casa e muore se apre bocca.
È tutto semplice, come parlare di scarpe, come giocare a carte.
Magari è solo percezione, come va di moda dire ora.
C’è quella che davanti a tutti si perpetra e non se ne accorge nessuno. Il trattamento del silenzio, gli insulti le mezze parole, le battutine viperose concluse con un ma sto scherzando, l’umiliazione di non esistere più per chi ti teneva, sin poco prima, su un piatto che tu credevi d’argento, ma di argento c’era solo la sua immagine riflessa.
C’è quella dentro le case, nei luoghi di lavoro. Dei tuoi familiari. Di tua suocera, di tua moglie, di tuo marito. Quella maledetta voglia di violenza psicologica. Che è così ben mostrata, e così ben venduta.
Quella che si gira il collega e lo sfotti, pensi niente? E invece è violenza.
Eh ma hai manie di persecuzione, ah giusto, sei donna tu. Ovvio.
Tutti ti guardano e ti giudicano per cosa dici come lo dici come ti vesti, chi ami, questa è violenza, pensi sia niente? eppure qualcuno, giusto qualcuno, di questo ci muore.
Ma è tutto così condiviso, sputato, buttato su palcoscenico, abituato, e in quanto abituato, se a qualcuno dà fastidio o urta è problema di uno. La maggioranza sta dove vive la condivisione.
C’è quella che ti fa sentire piccola, sbagliata, malata. Perché sei troppo sensibile, dicono, perché sei troppo profonda, dicono, perché non accetti il confronto, dicono, perché vuoi sentirti dire solo ciò che vuoi sentirti dire, dicono. Perché c’è libertà di parola dicono, ma come si pesa la libertà?
Voi che leggete questo pezzo, ci avete mai pensato? Riempirsi i musi di libertà uguaglianza e fraternità è ciò che amiamo di più, poi le persone attorno a noi si uccidono, per aver aperto bocca.
Vedi che allora posso dire negro frocio e succhiacazzi?
Se poi ci rimani male è la tua percezione! C’è libertà di parola!
Ti batti perché vuoi essere libera di essere te stessa.. e io sono me stesso, se dico così.
O vuoi che dica solo ciò che vuoi? Che, non si può fare nessun commento ora? Nessuna ironia? Che, non posso avere un mio pensiero se ti dico che sbagli perché non è così?
La libertà si pesa in cuori che spezzi, in chi fai star male, in tutto quello che dici e dove arriva, quella che tu chiami libertà di parola.
La libertà non è libertà di fare star male gli altri.
E ti diranno, se stai male è solo la tua percezione! E io, di conseguenza, se mi sento di fare una cosa la faccio, sono schietto, sono libero, di umiliarti ma non dico “umiliarti” perché se tu percepisci così figlia mia non ti si può dire niente, quindi io sono libero di farti il trattamento del silenzio, di ignorarti, di chiamarti come mi va, o devo essere come mi vuoi tu?
Se quello che ti dicono ti fa rimanere male, è la tua percezione, o posso dire solo quello che vuoi sentirti dire? E il cerchio si chiude. Son fatto così. Ti vada bene o no, son vero, io. Sei permalosa, tu.
E allora, Minni, molti diventano fantoccio, in un’unica volta, di una cosa sola: errore, crocifissione, assertività. Che son tre. Vabbè.
Ma a te non viene di rispondere io sono fatta così, arrangiati. Non lo fai il trattamento del silenzio, perché sai quanto male fa. Se hai un problema con qualcuno ci parli, perché ne va della vita.
Ma c’è libertà di opinione, ti diranno.
Se ci stai male dipende da te. E da lì nessuno si schioda.
E restiamo noi, folli e sognatori, a sguazzare nel dolore di quella opinione. Spacciata per verità.
E della stessa stregua, chi ci crede a noi, se diciamo che ci hanno picchiato, che ci hanno sfottuto, continueranno a dire, che è tutto normale, siamo noi a non essere in pace col mondo. Che gliela vogliamo far pagare..
Poi Minni, mi guardo e dico, ma si sentono tutti davvero così importanti? io l’unica cosa che vorrei pagare è mandare a scuola Leo, mio figlio, curarmi di me stessa, e organizzare il cenone di Natale, a Maggio. Sì, a Maggio perché son qui, ed è sempre Natale.
Cin Cin.
Certo, è solo un’opinione. Anzi, solo la mia percezione!
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