Dio ti benedica
Sì, tu, proprio tu
Filo su dio o chi per noi, ti benedica
Dio benedica la premura. Il cuore dei cani e i piedi dei bambini. Il volo a mezz’aria, di un’aquila bianca.
Dio benedica le albe e i tramonti, la luce del sole nell’ultima ora del giorno, rosa e gialla, un po’ viola, così stanca.
Dio benedica gli ultimi i matti i malati i folli. I relegati dalla società sotto etichetta. Dio benedica chi è stato chiuso in una scatola di cartone e pure senza buchi, perché nessuno gli ha chiesto de lui dessiner un mouton. Per darne appagante definizione al proprio fragile ego.
Dio benedica chi non usa l’arroganza per vivere tra gli altri, per farsi notare, per beneficiare dei propri diritti. Dio benedica chi riesce ad ottenere un lavoro e non lo usa per guardarti dall’alto della sua posizione, di laureato, di ricco, di studiato, di arrivato.
Dio benedica i figli, che non hanno la fortuna di fare i figli e i genitori, non egoisti, che sanno stare al loro posto. Dio benedica fino all’ultimo chi soffre in silenzio. Dio benedica il pane fresco e un corpo sano che possa mangiarlo.
Dio benedica chi apre la bocca per amare, raccontarsi e non giudicare. Dio benedica la coerenza e un cuore pieno di gioia, reduce di guerra.
Dio benedica la paura che salva la vita e le frittate di zucchine nella spianata da portare in gita. Dio benedica te che torni a casa la sera e mi guardi come la persona più bella abbia mai visto. Ogni giorno, con costanza. Dio benedica chi ti mette in alto sulla sua lista delle priorità. E non c’è nient’altro che possa essere più importante di te. Dio benedica i piatti condivisi, i minchioni, le spalle ossute, che sono belle comunque.
Dio benedica chi ha dovuto sempre prendersi cura degli altri e non ha mai potuto vivere la propria vita.
Dio benedica il Natale e le lucine e la voglia si svegliarsi la mattina al calduccio col pandoro e lo zucchero da soffiare ovunque, tra le braccia, le tue, senza grida. Dio benedica la calma e la pazienza e il diritto di adirarsi, dio benedica chi resta, chi sceglie, chi si permette di essere umano.
Dio benedica Antonella.
Dio benedica le Cenerentole e i piccoli Bambi.
Dio benedica la psicoanalisi. La musica. E le ruote flick.
Le more di gelso, i tulipani bianchi e i vestiti da sposa.
Dio benedica gli sguardi complici e il desiderio che traspare dai tuoi gesti e dai tuoi occhi, anche lontani, dall’altra parte della stanza.
Dio benedica chi una casa non la ha e fatica ad arrivare a fine mese, ma con dignità, ti darebbe fino all’ultimo centesimo, se hai bisogno e pure se non ne hai.
Dio benedica gli errori, i vuoti, gli spazi e le mancanze. Chi soffre per una perdita che non si salderà mai. Dio aiuti chi non riesce a trovare conforto, i rancorosi, gli arrabbiati, gli ignoranti di se stessi, che vivono male. Facendosi del male. Facendo agli altri, del male.
Dio benedica gli animi gentili, te che leggi. La tua felicità. Dio benedica la gentilezza, le voci basse, i colori e le pizzette sfoglia.
Dio benedica il tempo prezioso che spendi per stare qui, con me.
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