Come un sole in un bicchiere
Che dalla cannuccia fluisce
Filo difficile
Com’è difficile dire no e perdonarsi. Com’è difficile rispettare i propri pensieri, com’è difficile uscire dall’acqua quando si ha freddo e prendersi il diritto di attraversare sulle strisce pedonali, com’è difficile rinunciare ora per non schiantarsi poi, quando non è quel che vuoi fare.
Com’è difficile fermarsi e capire quando si è stanchi, come è difficile lasciarsi andare com’è difficile prendersi cura di sé e non stare ore sotto al sole perché si ha caldo, e ne si ha pizzicore.
Com’è difficile non far la cosa giusta, com’è difficile dire me ne frego, rispetto il mio desiderio.
Com’è difficile fare la pipì e mangiare quando si ha bisogno, com’è difficile dire che devo andare.
Proteggersi com’è difficile, non curare gli altri lo è tanto. E com’è difficile non salvarli se vedi qualcosa che ai loro occhi non c’è, com’è difficile non fidarsi degli altri com’è difficile non correre in macchina sapendo che qualcuno ti aspetta, com’è difficile non mangiare tutte le albicocche fresche sul tavolo in veranda.
Com’è difficile non fare regali com’è difficile scoprire se stessi se sei stato sempre lo specchio degli altri, com’è difficile non piangere davanti a un addio, com’è difficile resistere quando non ti scrivo com’è difficile dire pazienza, e capire che puoi fare anche senza, com’è difficile non condividere e godere qualcosa solo per sè, com’è difficile lasciarti da sola camminare, com’è difficile non proteggerti e accettare che le cose non le puoi cambiare, com’è difficile rassegnarsi e trovare le calze appaiate, com’è difficile non pensare alle stelle senza volerti qui con me, e senza poterti abbracciare com’è difficile, non poterti amare. Com’è difficile non fare niente, lasciar stare. Com’è difficile mettere un piede e un passo alla volta, com’è difficile non lottare per tutti, com’è difficile alzarsi e dire non mi va più, di fare quel che non mi va di fare.
Com’è difficile non perdere tempo tra le parole vuote degli altri, com’è difficile non piacere sempre agli altri, com’è difficile lasciarsi alle spalle lo zaino pesante di colpe e di accuse, com’è difficile coccolarci ed amarci, abbracciarci quando si è da soli, senza una spalla a cui appoggiarci. Com’è difficile un campo di grano e non buttarsi, com’è difficile non pensarti se vedo il mare, sapere di non poterlo gustare e colorare insieme a te, com’è difficile non esserti accanto com’è difficile non averti con me, com’è difficile dimenticare com’è difficile poter sognare dei figli senza te, com’è difficile il sonno ed il silenzio, com’è difficile saper respirare com’è difficile lasciarsi cullare.
Non giustificarti tutto il tempo, com’è difficile non ascoltare, com’è difficile non lanciarti il grasso del prosciutto e ricominciare senza forze, com’è difficile asciugare le lacrime davanti allo specchio, com’è difficile fare i conti con gli altri. E non aver te a cui coccolarsi. Com’è difficile spesso spiegarsi, com’è difficile accucciarsi al proprio posto nel mondo e meritarsi la gioia, com’è difficile avere un corpo di cui curarsi, com’è difficile accettare l’ingiustizia e l’omertà, com’è difficile non vivere per gli altri, e pensare ai tuoi occhi e non riuscire mai a toccarli. Com’è difficile a volte svegliarsi, com’è difficile un sano amore meritarsi, e non solo per gli altri.
Com’è difficile non farsela pagare.
Ma è così semplice, a un certo punto, perché non hai altra scelta se non quella di iniziare questa via. Perché non ne hai altra, un’altra, di vita. E dalla cannuccia, inizia a fluire.
E sorridi di gusto, come un sole che si bagna in un bicchiere.
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