Agata
Basti tu
Filo su ciò che vuoi tu
Agata non sa chi sia.
Non sa chi essere né chi è stata. Sa che è già grande. E che sta nascendo ora, nascere da grandi non è proprio facile. Non c’è nessuno che ti insegna ad allacciare la fibbia della pinna, a pulirti il piumino, a pescare senza affogare, non c’è chi ti protegge dai gatti affamati, non c’è il nonno o qualche amico con le penne più larghe. Agata ha imparato da sola, a pulirsi il piumino, a farsi la tana, ad allacciarsi le fibbie sul dietro e sul davanti. Non ha avuto il nonno, la mamma che le insegnava a nuotare in fila indiana. Il papà, emigrava. Anche quando si gelava.
Nessun pulcino o pulcina come fratello o sorellina.
Agata si adattava. Imparava a ululare, cercava di saltare come il gatto, di abbaiare come Diego, il suo amico maremmano, bianco come lei e pure un po’ azzurrino, dicevano che si somigliavano se all’alba, li vedevi seduti vicino, spalla a spalla alle luci di primo mattino. Poi cresciuti, tutti son partiti, anche lei ha iniziato a viaggiare per capire che fare e chi fosse davvero, se sapesse più abbaiare scalare o saltare.
Diego è morto, le dissero un giorno di vento, è caduto salvando la sua pecora, dal furgoncino. Non ce l’ha fatta. Sii forte, Agata.
Lei allora promise di farsi felice. Tutti le dicevano di abbaiare, saltare, scalare. Lei sapeva abbaiare saltare scalare. Perfetta e impeccabile. Ma non si sentiva, non capiva.
Era sempre troppo qualcosa, troppo brava a scalare a saltare ad abbaiare, troppo intelligente troppo curiosa troppo veloce troppo coraggiosa.
Ma agli altri non bastava.
Guardava lo specchio e piangeva, non si piaceva, non aveva del camoscio il pelo folto. Non aveva il naso lungo, del bracco, da tartufo. Eppure insieme a loro, faceva ogni cosa. Stava male, era sempre mancante di qualcosa.
Un giorno un pennuto la guardò. Ci manca un’azzurra come sei tu! Non ascoltò nemmeno e rispose non lo so fare, mi manca la coda del cane. Ma non serve a volare con noi, hai tutto, ti basta solo quel che sei tu. A qualsiasi età lo scopri. Finisci di adattarti ad abbaiare, se hai le ali per volare.
Non è convincendo un uccello ad abbaiare sebbene abbia il talento per farlo, che avrete un cane felice.
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