Mimì
E basta, dai
Filo su accettazione
Mimì li metteva sul piedistallo per renderli felici, perché si sentissero degli dei in terra, dei principi indiscussi.
Nel momento in cui lei provava a mettere anche un po’ di se stessa, loro non ci stavano a non avere più quel piedistallo unico e meraviglioso, dorato e irripetibile, e pur di rimanerci a tutti i costi, era lei che facevano cadere.
Viveva per renderli felici dimenticandosi di sé. Senza alcun grammo di amor proprio.
E loro non la vedevano. Perché non mi vedono? Chiese lei un giorno. Perché non si vede nemmeno lei stessa, rispose A.
Lei era infelice. Non avevano una felicità comune.
Come no? Lei la sentiva fortissima.
No. Lei rendeva comune un’unica felicità, quella non sua. La propria non era contemplata.
E pur di restare dove lei li aveva messi sin dall’inizio, il dopo, quel dopo sempre uguale, si faceva violentissimo.
Avrebbero potuto ucciderla per continuare a sentirsi così speciali se fosse stato possibile. Mentre la spostavano nella cartella follia pazzia e invenzione, proseguivano al massacro, sottile e raffinato, velenoso e insidioso.
Perché?
Ne hanno bisogno per sopravvivere, Mimì, senza non ce la fanno. Ma lei non lo accettava. Non riusciva a concepire che nell’altro ci fossero dei punti ciechi che lei vedeva, ma che l’altro non era disposto a voler vedere mai.
Invece se lo faccia bastare presto, Mimì, che l’altro abbia dei limiti.
Non accettava che in quel dopo la scambiassero per demone e che di quell’immagine avrebbero cavalcato per sempre. Non accettava che ci fossero, in vita, problemi irrisolvibili. Era convinta che solo alla morte non vi fossero soluzioni. Che tutti fossero disposti, a capire, ad ascoltarsi, a sentire, soprattutto in relazione. E che il resto, rispetto alla morte, fosse solo un sacchetto di futilità da articolare.
Da articolare, ha detto bene, Mimì. Lei ha scelto persone analfabete sull’articolazione della parola e sulla risoluzione delle difficoltà. Senza alcun tipo di metapensiero. Su questo ha ragione Mimì, ha detto bene. Magari se sceglie di amarsi un po’ sin dall’inizio loro invece di aspettare mesi o anni prima di farla cadere, ci pensano prima a non avvicinarsi.
Mentre sanguinando, regala loro ancora rose rosse.
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