Mondo immondo
A ognuno il suo
Filo su ripartenza
Come lo sanno bene quei fantasmi complementari.
Conosco un mondo immondo che è nato perchè qualcuno lo sognava. Un mondo dove le lancette andavano contrario e anche un po’ di lato. Un mondo dove qualcuno si faceva un sacco di domande e non trovava nemmeno mezza delle risposte che cercava.
È per questo motivo che un giorno, è nato un mondo immondo per tutti, ma non proprio da tutti.
Un mondo in cui si fa domanda per entrarvi. Da soli. Qualcuno certo, può aspettarti fuori con la carriola e tanti baci ma quel qualcuno non può entrarvi. Si bussa ad una porta e si dice voglio fare una domanda. Ho un pezzo di terreno incasinato e non so come dargli da mangiare, innaffiarlo, nè bonificarlo.
Prego, può entrare. Parliamone.
Un terreno brullo, a volte affogato, trincerato, bombardato, attaccato un po’ da tutti.
Conosco un mondo immondo ed accessibile a chiunque ne voglia far domanda, in cui nessuno si dà colpa, ma tutti responsabilità. Dove non esiste logica ma molti piani di gioco, di visione, prospettiva e azione. Ci sono gli orchi ciechi in questo mondo immondo, e ce li porti tu. E più ne porti, più il mondo si fa sempre meno immondo.
Conosco un mondo in cui le persone hanno paura, lo sanno e non lo negano, anzi, a volte lo negano molto, ma poi si sgamano da sole. Fanno tutto da sole, ma hanno un filo sottile e forte legato a qualcosa che non le fa sentire mai da sole. Non so se si capisce.
Conosco un mondo in cui le persone vanno in giro a maniche sollevate, le antenne lavate, e il coraggio in mezzo ai denti. Prendono la zappa e ogni giorno zappano la terra marrone, si mettono in attesa, fanno lunghi viaggi, vanno via, ritornano, fanno feste grandi con gli amici dei buchi, e giocano a carte con le Ripetizioni. Son pesanti le ripetizioni, che noia, dicono sempre le stesse cose.
È un posto che non ha senso, perchè il senso glielo dai tu.
Non c’è la pappa pronta, ma qualcuno ti dà la disponibilità della sua cucina, degli ingredienti e la sua maestria.
E tutti vanno in giro con la zappa. Perchè zappare bene dà tante verdure buone da mangiare crude o in cucina. Ma non c’è una stagione del raccolto, le verdure spuntano sempre quando meno lo si vuole.
La zappa non è solo pesante ma anche molto fastidiosa, però è tanto preziosa, impari a farci amicizia col tuo tempo, e scopri presto che non serve solo per zappare. Ma anche per spaccare il tempo, le parole, le porte, le catene, le uscite di emergenza e i bidoni della mondezza.
Molto spesso è anche l’unica amica che ti resta.
E si può stare in silenzio in questo posto. Guardare le stelle, ascoltare il ruscello. O parlare quanto ti pare. Non devi essere niente. Non devi niente che non ti vada, nel pianeta del filo rosso e le zappe da lanciare si fa quel che si vuole, che si può e quando si può.
E’ buffo questo posto. E’ proprio vero. E dalla descrizione non pare proprio un granchè. Ma non ci badate, è solo perchè non sono tanto brava a raccontare.
Eppure lo auguro a tutti almeno una volta.
Ma io come faccio a spiegarlo fuori? Nessuno lo capisce.
Niente. Certo è riduttivo. Ma l’importante è che lo sappia lei.
Non conforta.
Lo so.
Conosco un mondo immondo dove il tempo va a conto suo, dove non c’è alcuna certezza, dove ti senti solo, dove piangi da morire, ti spaventi, un mondo immondo che pare non seguire le leggi logiche di alcun altro mondo. Ma ridi anche come non mai, e respiri come quando nasci. Vedo e vivo una cosa che gli altri non vedono e non vivono. Come si fa?
Ancora non lo so.
Ed eccolo qui il centro di questo mondo immondo col suo tondo bello tondo, dove la ripetizione è di casa, regina indiscussa da sbatterci il muso ogni volta.
E non è regina per caso. Ce l’hai portata tu.
Lei è fatta a spirale, di fantasmi, comete e re magi, deserti infernali e tutte quelle tappe in cui ti sei spaventata, fermata e resa conto, ma per renderti conto ci hai quasi lasciato la vita.
Quasi. Ha detto bene. Vuole continuare così?
No.
Nel mondo immondo si impara a dire no, a restare ed andar via, a lasciare vuoti i vuoti e con la zappa, intorno, a piantarci girasoli.
Il mondo immondo alla fine è meno immondo di molti altri mondi. Ma va scelto e coccolato. È un luogo coraggioso e bisogna avere la forza di cucirselo addosso, come una muta, mutando insieme a lei.
Conosco un mondo immondo che è nato perchè qualcuno lo sognava. E ora puoi andarlo a trovare. A ritrovarti. A ripartire.
Il mondo immondo è un’opportunità di ripartire.
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