L’autostima
Filo su torta
Per me
Due uova col guscio spesso per non svegliare il pulcino
Le ho messe da parte
Un setaccio per dividere il male dal bene
Per me
L’amor proprio per disegnare il mio mondo rotondo
E farlo girare con le dita quanto basta
L’autostima per il mio pan di spagna perché non perdessi la vita
Ho imbevuto di rispetto, amore, profonda selezione la base
Un po’ di chantilly e scorza di limone
Una striscia di fragole, un velo di mirtilli e un ricordo di lampone
Ho lasciato che i tossicismi bruciassero lontani, oltre i fiori sul balcone, in un’altra cucina
Non facevano per me
Ma solo se
con ostinata dedizione rinnovassi la promessa di farcire di stima il mio impasto
Ho una siringa grossa come un melone
Per una iniezione al bisogno
Io esisto – io sono – io posso
permettermi di vivere una vita sbagliata per tutti ma vitale
per me
Si accende il forno a duecento gradi e si aspetta che faccia la crosta
L’amor proprio è un confine di stato in grado di salvarti la vita
Riapro gli occhi, mi occupo di me
Spalmo un po’ di tempo per vedere come va
Non mi accontento di marcire nella gabbia dorata dei morti, di trascinarmi sulla testa la condanna di un boia
Nessuna torta riuscirà, se fatta con gli ingredienti di un piatto che non puoi mangiare
Potrà non essere cotta, uscire a metà, ma sarà finalmente la tua torta.
Le presine mi hanno aiutato a non bruciarmi più.
A dare il giusto valore al calore
A vedere che peso dare alle persone
Cari tutti, mi metto in cammino
restituisco quel che è vostro
Mestoli bicchieri e caffè mai bevuto
Pentole e disistima in disuso
Ho chiuso lo zaino, preso il guinzaglio e una fetta d’amore per me
Ho iniziato a seguire il mio profumo.
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