Strategia
Stare ad aspettare
Filo su paglia, la miccia, la tua vita altrove: ovvero smettere
Scappa via quando senti bruciare
Scrivi mangia disegna le fragole sul muro
Intreccia i capelli
Disarma la pelle
Resta radicata alla tua casa

Lascia che tutto si insulti, occupati del bosco

A volte non puoi fare altro che osservare e aspettare
Pazientare
Occupandoti di te
Ma come si fa?
Fa male fa schifo e fa soffrire
E come si fa?
Fa nausea fa orrore fa morire
Ma si fa. Come quando si deve smettere.
Si fa, come interruttore
Si smette

Demone che irrompe e si porta via tutto, io non ti faccio entrare e scappo
Hai rovinato abbastanza
In questo giardino
Hai rubato abbastanza in questa città

Non mettere la paglia accanto al fuoco
Non occuparti di lei
non occuparti di loro
È affar suo
E se non è in grado
Valuterai se scorrere altrove
Come foglia si stacca dal ramo
Come addio su nave che salpa
Pietra caduta dal cielo

Ci stiamo occupando di altro
Di una tela preziosa da rispettare
Un quadro nuovo
Un film da scrivere
Un impasto da capire
Pazienza
Attendere
Non avvicinare la paglia al fuoco, è un fuoco non a nome tuo

Demone che irrompe e si porta via tutto
Resta a casa, non fuggire nel loro inferno per lanciargli le cime più solide
Resta a casa con la musica il divano e la torta al granoturco
Dove si parla si ama si fanno le minestre, i krapfen col burro
Le bavette di alici alle due
Nella casa, la tua, dove puoi trovare le parole per non morire
Non fuggire laggiù a occuparti di lei, non andare a ravanare l’equilibrio posticcio a nome loro
Lascia che lo faccia la sua mano
Che se ne occupi il suo coraggio
Che non te ne occupi tu
Proteggiti

Demone che irrompe e si porta via tutto, io non ti faccio entrare e scappo
Hai rovinato abbastanza
In questo giardino
Hai rubato abbastanza in questa città

Smettere era urgente e finalmente abbastanza, come sempre salvava la vita.
L’amore.
La speranza.

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