Controvento
Sono io
Filo su siedo alla luna
Controvento sono io
che inseguo il tuo sorriso
sul volto degli altri, la loro approvazione
La tua felicità
Cercata disperata reiterata in ogni altro
Sono stanca
Di farti entrare ogni volta dalla porta buona
Esasperata di cucire con perle il mio velo da sposa
Lanciare nel buio la mia maternità
Il mio amore prezioso
Controvento sono io
che mi aspetto le ali dai pesci striscianti e parole articolate
una accanto all’altra,
Ma non vedi che è troppo esaltato per amarti?
Controvento sono nata quando nessuno mi aspettava, donna silenziosa già sfiancata
apro la porta a chi sceglie se stesso ogni volta
Perché non ce la fa?
non sono una maga, nemmeno una santa
Non so fare miracoli, faccio effetto dei farmaci
Controvento sono io
che me li metto in casa per sentirmi a casa,
puoi uscire non lo so dire
Sperando sempre il lieto fine
perché resterà, perché mi amerà,
grazie a me almeno lui ce la farà
Controvento sono io
che mi aspetto qualcosa di diverso scegliendo sempre lo stesso
Perché stavolta riuscirò
Sempre stata la più forte
A condanna già certa non voglio accettare
Riuscirò stavolta (a morire)
Alzerò la posta (di questo folle vivere)
Controvento sono io, da sempre
di mio padre la compagna, dei miei compagni tetta calda
Gli orti profumati al loro arrivo il deserto a ogni addio
Controvento è la mia pelle che si buca e si contorce, controvento è ogni resistenza alla mia storia violenta
Il mio cuore che si batte per cucire la neve, mani in sangue trascinano le membra di un altro morto vivo
Che diserba il mio creare a ogni
solo tu mi puoi salvare
Hai ragione, ribatto convinta
Ma è il mio corpo, solo e stremato che urla pietà
Controvento sono io
troppo presuntuosa, insignita di luce da chi vuole da me vita
Illuminala, proteggila
Prego, per favore, prosciugami l’amore
Mi metto a tacere, comportati bene
non sono più quella
né zitta né buona né bimba di scuola
Controvento sono io che cerco tregua
Tempo per capire, non ne ho
Tempo per sbagliare, mai avuto, se ne andò
Comprensione cura e dedizione
Dialettica al dolore
Olimpiadi con le gambe tagliate
La carriera prima di saper parlare
Avrei lasciato che sia
Ma ho scelto di scappare
Non aprire quella porta al gatto moribondo
Impara l’umiltà anima mia: non sei più resistente della vita, non sei in grado di salvare uomo alcuno.
Parassita di speranza che controvento rinforzo.
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