Vento d’inverno
Complice sconosciuto
Filo su tempesta, portami via con te
Le persone che passeggiano da sole nelle spiagge deserte d’inverno si assomigliano tutte
Cuori soli
si incastrano nelle ciglia dell’amore nudo e sovversivo dell’altro, sospinto dal vento
Cado nel tuo sguardo e mi sento abbracciare
Non ti conosco eppure sei qui, come me, a cercare di sanare qualcosa che la terra non ci perdona
Oltre la duna c’è il mondo
Ma tu non sei qui
si guardano complici le orme lasciate dal dolore
Si salutano tutte
Capendo il non detto
Una rete un appiglio un paio di occhi aperti che cullano l’inadeguatezza del mondo
Anche se non ti hanno mai visto
I capelli scompigliati dal sale
Sorridono
Cime tese nel vuoto
Le persone che piangono da sole sulle spiagge d’inverno si sorridono, cercando conforto
Regalano un anelito di speranza a cui si aggrappa la consapevolezza che la vita ti ha deluso
E lo ha fatto abbastanza, togliendoti la voce
Atto politico gesto poetico
Ti guardo e ti sento con me
Sei come me
Anche tu hai scelto di farti portare via da questa schiuma
Canto tra le onde il tuo nome, parlo da sola e maledico me stessa
Apro le braccia come gli albatros, sperando di affogare con loro
Battisti è lontano
non torno più
mentre mi aspetti sotto casa con un mazzo di paure al guinzaglio.
Quel che la terra non ci perdona il mare
pulisce.
Quel che la vita non ti perdona io
amo di te.
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