Tiramisù scomposto
Come la vita
Filo su arrangiati
Non tutto va assemblato, certe cose te le puoi meritare intere, te le puoi cercare intere e anche pretendere intere, che nella vita non fai né il pasticcere né il chirurgo né il carpentiere
E dopo tanti sacrifici pensi, sai che c’è, me lo merito. E lo ordini. Al diavolo il lattosio le paure le colpe lo spauracchio del luogo di perdizione dove sei cresciuta guai a nominarlo che sarebbe stato meglio morire, insomma dopo quasi dieci anni di analisi ti dici, posso meritalo.
Posso ordinarmi quel pensiero rivoluzionario quanto proibito, un tiramisù.
Lo ordini.
Lo ordini, l’aspetti, ti prepari e ti arriva.
Ti arriva, te lo guardi e ti dici, ma no dai avranno sbagliato. Sicuramente non è il mio ordine.
Allora guardi il cameriere, sollevi su il ditino e coraggiosa chiedi, scusi, ma avevo ordinato un tiramisù.. e ti risponde stranito, questo è il tiramisù.
I commensali al tuo tavolo si fanno una gran risata e passi d’abitudine da matta del villaggio.
Non lo sapevo, scusi, mi ero confusa con Fridrøkül la cassettiera che ho in cantina dal duemilasei e che non riesco ancora a montare.
Non avevo capito, grazie la gentilezza.
Abbassi lo sguardo e fai la somma algebrica a mente, capisci che un tiramisù sta proprio lì sotto i tuoi occhi e non lo avevi riconosciuto.
Scusi lei è un tiramisù? ma non risponde.
Ti chiedi cosa hai fatto di male dopo dieci anni di analisi, per meritarti un ordine di tiramisù da farti tu, ti arriva te lo guardi e ti chiedi, e ora? da dove inizio? Non è che si risentono se mi mangio solo il mascarpone dal cucchiaio? ma ci rimangono male se lo metto tutto insieme come va a me tipo muretto a secco? Ma a me il caffè non piace. Ma se lo volevo a pezzi me lo facevo a casa, no?
Che alla fine ci perdiamo anche con le cose semplici, e quando in un cucchiaio desideri savoiardo caffè mascarpone e cacao scopri che te lo devi fare da solo, un cucchiaio di savoiardo mascarpone un po’ di caffè e cacao. E ti rendi conto che la tua richiesta la prossima volta dovrà essere più specifica: un tiramisù intero per me, grazie. E mentre componi il tuo dolce, in una via di mezzo tra Massari e un carpentiere pensi che a volte a fare i fantasiosi, i gourmet, gli innovativi a tutti i costi ci perdiamo la bellezza delle cose intere e ci disabituiamo anche a quella certa importanza di avere almeno la certezza che ancora, almeno i dolci stiano insieme nelle loro parti, che in un cucchiaio solo ci siano amalgamati tutti i gusti.
Un po’ come le persone, che le prendi col cucchiaio e ne assapori in un boccone grande o piccolo o enorme quanto vuoi, la buccia l’apparenza i sentimenti e il cuore.
Ma in fondo tu stessa ti comporti con le persone come con quel tiramisù, la grande carpentiera dei gourmet.
Le vorresti intere ma ordini sempre un tiramisù scomposto, e non ti piace il tiramisù scomposto. Ma tu ti ostini a ordinarlo a volte metti sotto il mascarpone e sopra il savoiardo e non funziona, a volte fai tutto bene fino a sopra ma il cacao te lo dimentichi e non è la stessa cosa, a volte ti dimentichi il caffè ma poco male, tanto non ti piace, però lo senti che manca qualcosa. Ma tu ti ostini a tenere insieme le parti delle persone, le gambe col bacino la testa con le spalle, i polsi con le braccia tutte le dita sparse per terra, la chirurgia delle cause perse.
Uomini da montare come cassettiere dell’Ikea e che senso ha? perché poi, una vite ti mancherà sempre, il cacciavite non lo troverai, il bullone l’avrà mangiato il cane, il gatto ha rubato tutte le fascette è stancante, è così terribilmente stancante.
Così da domani cambio ristorante, pasticceria frequentazioni e uomini soprattutto, li voglio ordinare interi, li voglio tutti interi come il tiramisù, da assaporare col cucchiaio sciogliendo in bocca quel meraviglioso sapore che ti avvolge come una carezza unica e lunga la lingua il palato la bocca il cuore e la vita tutta.
Intera. La voglio tutta intera.
Siamo abbastanza sbriciolati e senza certezza alcuna. Scegliamo come si deve, chiediamo cosa desideriamo e non ciò che va di moda per compiacere. Almeno il tiramisù, la cacio e pepe, la pasta al sugo. Teniamocele unite. In un boccone. E accanto una persona già assemblata. Così com’è. Tutta già intera, incollata, già fatta. Certo, poi c’è chi ordina tiramisù e gli portano una sbriciolona, ma questa è un’altra storia.
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