Conchiglia alla crema
Pensieri d’avanguardia
Filo su pazienza e capitalismo
Ma perché ti ostini?
A cosa?
A sceglierle.
Perché ti ostini a mangiare le conchiglie alla crema sapendo poi cosa ti fanno.
Perché cosa darei, per quel momento, per quella ribellione alla morte, alla privazione, al dovere, quella cosa nuova, capisci cosa dico? Nuova. Poi resisto. Poi alle conseguenze resisto. Tanto cosa vuoi che siano rispetto alla vita, c’è il bagno.
Ma sei seria? Ma ti pare un ragionamento logico?
No, non lo è per quello è reiterato duraturo e duro a morire.
Ma perché non ti vuoi un po’ di bene, dico io?
Ma la smetti di sgridarmi?
È una coccola che non ho mai avuto. Mi fa sentire grande, bene. Quel profumo, l’ho desiderato tutta la vita. L’ho guardato sporcare il naso degli altri, far sorridere la bocca che non era mai la mia, insieme a un’altra, non me. Le persone che vanno al bar sono più felici, le vedi, e sogni, pensi e immagini e fantastici sulle loro vite, e lo vedi, che stanno mollando, si stanno permettendo qualcosa, e pensi a chi sono, dove vanno. Ho amato i padri coi bimbi, andare al bar. Mi è sempre sembrata una cosa speciale.
Prendersi cura di sé.
Mi commuove.
Le paste, da noi arrivavano la domenica. Pensare alle paste mi fa piangere.
Sì ma non basta, per vivere una vita decente, farsi andar bene la croccantezza, lo zucchero, il momento, il godimento di un attimo, per poi pagarla cara. Non deve bastarti. Non può bastarti. Ti fa male! Sei sempre la solita. Devi smettere di scegliere le cose per poi resistere. Per resistenza.
Non le ho mai mangiate le conchiglie alla crema, non ci sono mai andata al bar. È sempre stata una cosa capitalista e noi non ce lo potevamo permettere di cadere nel peccato de la-colazione-al-bar. E poi non mi è mai piaciuta la crema. Le cose alla crema.
Mi sono sempre piaciute quelle con senza niente. Di cose. Senza crema.
Ma è raro trovarle. Le fanno tutte col ripieno.
Allora quando arrivo, con gli occhi attaccati la vetro e scodinzolo, il muso va sulle conchiglie e mi sento una bambina al parco giochi. Perché altre cose, altre cose è difficile che ci siano a quell’ora, dove vado io.
Dove posso andare io.
Quindi mi metto lì, e tolgo la crema, al bancone, se non c’è troppa gente. Perché mi vergogno.
Poi quando ho iniziato ad amarla di più, la crema, non ho potuto mangiarla più. Così la prendo, la conchiglia alla crema, accettando le conseguenze. Mi piace molto. Poi mi aggiusto. Mi prendo la pastiglia. Ma non mi aiuta molto.
Ma le conchiglie non mi piacciono mai come se fossero con senza niente, eh. Ci tengo a precisarlo.
Ho iniziato ad amarla, la crema, nel tempo, un pochino di più, ma dev’essere fatta bene, solo che è accaduto quando mi sono resa conto che era meglio non mangiarla più.
Mi prende la pancia e si contrae tutto,
E allora prendi qualcos’altro no? Ti fa male. Smetti di farti andare bene le bricioline.
Poi mi viene la nausea, infatti.
Ma alla vita gliel’ho dato il segnale, che decido di fare cosa voglio.
Cambia bar.
Ma mi trattano bene, qui.
Ma, guarda, su questo avrei da dissentire. Fanno semplicemente il loro lavoro. E nemmeno così tanto bene. E comunque non basta al nutrimento.
Ciambellone?
Sì, per favore.
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