Al padre dei miei figli
Ti amo, sai
Filo su di te, addosso, con cura, quella che insieme, di vuoto e di pieno progredisce, prosegue in nostro nome
Ti amo sai, perché nonostante le difficoltà della vita un giorno hai deciso di far spazio alla mia, di vita, con tutta me, con le mie paure, le mie richieste, le mie dolcezze, le mie stronzate
Ti amo sai, perché non c’è stato un attimo in cui i tuoi figli abbiano preso il tuo posto, il mio, il nostro posto
Ti amo sai, per il pigiama che porti, per le bugie che non dici, per il labbro che corrucci quando ti vergogni, per come lasci le cose a metà, le cose, infatti, non le persone, in nome della tua vanità
Ti amo sai, perché ami te stesso come non ho visto fare a nessuno mai
Ti amo sai, perché non hai mai preso Mia o Enea e nemmeno la piccola Frida come tappi ai tuoi occhi per non fare i conti con la tua vita, come pacco da trasportare, come ragione di esistenza ossessiva, malata e soffocante. Perché hai reciso con coraggio i doppi e i tripli fili coi tuoi familiari, lasciando solo il legame, sano e duraturo
Ti amo sai, perché non mi hai mancato di rispetto mai, perché quando non capivi non mi dicevi che era colpa mia
Ti amo sai, perché non hai usato le mie ferite per passarci sopra come un trattore
Ti amo, sai, perché mi hai dedicato Vorrei di Guccini
Ti amo, sai, perché non sono mai stata una sfida per dimostrare a te stesso che dei riuscito a fare qualcosa nella vita
Ti amo, sai, perché hai saputo curarti di me ogni giorno fino a che non te ne sei andato via, e non come una figlia, perché essere figlia è un’altra storia e fortunatamente lo hai sempre saputo, nonostante facessimo tante cose da bambini come in un’infanzia ripresa, da grandi
Ti amo sai, perché nonostante il tuo precedente matrimonio finito da un pezzo non ti sei mai preso in giro, amandomi con la fede al dito, succhiando i miei seni per gioco, messaggiando con la tua ex mentre facevi l’amore con me, ma hai sempre trovato la forza di affrontare, di affrontare te
Ti amo sai, perché non mi hai mai detto che non sei come gli altri, non ti ho mai sentito dire lo faccio per mia moglie, per i miei figli, per mia madre, per mio cugino, ma vivevi la tua vita, per te, con dignità e rispetto
Ti amo sai, per la struttura interna che hai, piena di paura domande, probabilità senza passare dal via, e per questo solida, perché non la neghi, non non ti frantumi davanti all’errore alla colpa agli sbagli, ringraziamo G.S., l’analista di Monte Mario, che ha fatto un gran lavoro con te e tu, che hai fatto domanda, per primo, insieme a lei
Ti amo sai, perché ti amo me lo dici poco con le parole della convenzione, ma me lo dici dal giorno uno, quello in cui ci siamo guardati, giù per le scale, e mi hai detto ti va se lunedì vengo a casa e ti faccio la carbonara? Poi faccio anche i piatti eh. Porto i cornetti, e uno alla carne per conquistare il cane, facciamo colazione, ti guardo dormire ancora per un po’ e ti accarezzo come la donna più bella vista mai. Poi mi sono riaddormentata e al mio risveglio c’eri ancora, sporco di sugo, un giorno e l’altro di marmellata. Lì ho capito che saresti stato quello giusto
Ti amo sai, perché il mio corpo, da uomo, non ti è bastato per una sola sera in macchina a baciarci, ma hai voluto parlare al cuore, il mio, frantumato, e ti sei preso la tua responsabilità davanti al mio pancione, ma non per Mia che stava arrivando, per me, per i genitori che lei avrebbe avuto accanto
Ti amo perché mi hai sempre lasciato i miei spazi, con rispetto dei miei sogni e del mio corpo, e trovato, richiamato, pensato, parlato, nonostante fuochi e fiamme, e incomprensioni, e dolori lancinanti
Ti amo sai perché non mi hai mai promesso niente, ma ci sei stato ogni giorno, dal giorno in cui mi hai detto ti voglio, io resto, ci proviamo. Per sempre.
Ti amo sai, ed è importante, perché forse non te l’ho detto abbastanza, perché ti amo, sai?
Anita
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