Volpedo
Congedo parentale e un amore chantilly
Filo su Volpedo, una vita di serie B
Volpedo è un porcetto che va sulla cinquantina.
Un porcetto distinto. Leale e fedele, un vero padre di famiglia, goloso di cavolfiori saltati in padella, cioccolato fondente, stira e lava ma non spolvera, no è allergico agli acari. È negato in cucina, dice, ma se gli chiedi di farti sua salsa segreta sa fare delle insalate che son tutto dire. Ci metto la mia parola.
Volpedo non capisce perché in casa molti suoi colleghi lascino fare tutto alla moglie, alcuni dicono di non essere in grado, altri di non avere voglia e poi tra una risata goliardica e l’altra si sente dagli spogliatoi, e poi come facciamo a riprenderci dal calcetto tre volte a settimana?
Volpedo va a calcetto tre volte a settimana ma non vede distinzione di genere nel pulire casa o occuparsi dei figli, ne ha ben quattro: Gloria, Viviana, Nora e Giancarlo detto Lino, il più piccolo della cucciolata.
Porcetto Volpedo, quando sente questi discorsi divisori gli si arriccia la coda, è il suo segno di nervosismo, dice sempre, è la mia vita, chi dovrebbe farlo se non io? Siamo una squadra io e Fabiana, mia moglie, sin da ragazzini, da quando ci siamo conosciuti alla festa delle matricole all’università, uno la spalla dell’altro. Mica ci pesa, certo delle volte siamo stanchi e rimandiamo, ma non è mica una lotta di supremazia
Frequentavano, ai tempi, la Sorbona.
Veramente, un giorno mi chiese, esistono ruoli per maschi e ruoli per femmine? Colori per maschi e colori per femmine? Io sono rosa e non vorrei vedermi in nessun altro modo che non sia rosa. Da qualche tempo ho cambiato colore alle orecchie naso coda. Sul fucsia, me lo ha consigliato Gloria, che appassionata di colori mi dà sempre la giusta indicazione su abbinamenti e capi da indossare passepartotut.
Oggi è il compleanno di Fabiana e porcetto Volpedo, mentre lei è occupata nel suo turno in banca ha deciso di invitarla a cena, in un posto all’aperto con distanziamento sociale. Però al tempo stesso intimo e di calore.
Fabiana è la porcetta della sua vita, è la moglie migliore che esista, dice. Ogni volta che porcetto Volpedo parla di lei gli occhi si fanno bagnati e luminescenti.
Fabiana è sempre molto impegnata ed è un po’ che non escono a cena, covid permettendo. Fabi è la direttrice di Banca InviAppalusa, sì quella storica, in centro, in piazza. No, non quella all’angolo, lei sta proprio vicino alle poste centrali, esatto, davanti alla stazione ferroviaria.
Volpedo ha deciso di sposarla un’altra volta. Di nuovo? Si avete capito bene. Sono sposati da circa 30 anni e prima che arrivi Freud, il piccoletto nella pancia di Fabi, Volpedo ha deciso di celebrare ancora una volta il loro legame scelto e riscelto ogni giorno. Soprattutto per ringraziarla. Volpedo è un gran festaiolo, uno di quelli calorosi, calmi e orsacchioni, ama i matrimoni, una festa intima per rinnovare l’amore di una famiglia con chi si vuol bene, un giorno per aggiungere qualche carineria in più al quotidiano di carinerie.
È così dolce e bello preparare qualcosa a puntino per chi si ama! Soprattutto poi, prepararlo insieme. Non ho mai capito perché questo continuo astio per i matrimoni, mi disse un giorno durante una pausa caffè, il dolce Volpedo. La gabbia, le manette, l’ostilità, la negazione della libertà, la tomba dell’amore, si dice così no? E poi, ho notato un’altra cosa, se dici di amare il matrimonio ti senti pure in colpa, spesso, perché non sei moderno, non sei cinico ma molliccio, incantato, e romanticone.
Eppure io questa vita non la cambierei, sono molto più libero ora, sicuro di me stesso e pieno di amore come non lo sono mai stato.
Molti amici nostri, miei e di Fabiana, soprattutto i single e i divorziati, come ho confidato loro di voler risposare la mia amata mi hanno chiesto se avessi bevuto o l’avessi tradita. Li ho guardati sorpreso.
Io ho pensato sin da subito che fosse un’idea carina. Con annesso viaggio, certo, come quando ci siamo sposati anni fa, da giovani porcettini.
Credo che ogni cosa sia personale e concepita a modo proprio.
A me comunque del loro giudizio importa assai poco, credo che non abbiano trovato mai nella loro vita una Fabiana. No, ne sono convinto.
Volpedo ha comprato la torta millefoglie crema chantilly e zabaione e ci ha fatto scrivere su, vuoi sposarmi ancora anche se non spolvero? Ha fatto richiesta per la paternità alla sua azienda, un paio di settimane fa, così per stare accanto e dare il cambio a Fabiana, quando sarà.
Oggi ha ricevuto risposta.
Risposta negativa. Se avesse chiesto il congedo parentale un’altra volta l’avrebbero licenziato.
Disumano, Volpedo, ha pensato. Ma non è oggi che ne parlerò con Fabiana. Oggi è il giorno del nostro anniversario, il due febbraio.
Uscito dalla pasticceria Volpedo è stato chiamato dal suo direttore, diretto e secco, ci dispiace molto, ma la chiamo perché non abbiamo più bisogno di lei, abbiamo assunto un nuovo porcetto giovane. E abbiamo capito di non poterla più accomodare nelle sue richieste familiari. Ci dispiace.
Tempo di chiudere la telefonata, Volpedo è stato raggiunto da due uomini incappucciati, la torta è caduta per terra. E anche la proposta per Fabiana.
Volpedo è stato macellato, in periferia, all’ora di pranzo. Senza preavviso, senza che avesse fatto niente a nessuno, senza avvertimento.
Non serviva più. È così che hanno detto a Fabiana.
È diventato il pranzo prelibato per i grassi assessori del consiglio comunale.
Volpedo lascia una famiglia, una casa, un progetto di vita, un piccolo in arrivo e una moglie che lo amava più di ogni altra cosa al mondo.
Ma si sa, i porcetti non sono cani da compagnia, fanno meno tenerezza di un cucciolo di gattino.
Arriva un giorno, che ti dicono, mi dispiace, ma non ci servi più. Noncuranti della vita che ognuno a gran fatica porta avanti.
Fine.
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