Non sei un parcheggio
sei altro
Filo su P, la P di passa oltre
Non sei un parcheggio a scuola guida sotto giudizio della forca che ti guarda ed annuisce si vede che sei donna
Non sei un parcheggio da studiare, aspetta quanto ti pare che ho paura, devo emancipare le ferite dai miei lutti
Non sei un parcheggio in striscia blu che ogni volta gli spiccetti non li hai e mi dici e la madonna?
Non sei un parcheggio in striscia bianca che puoi fidarti e invece non è vero, è il terzo venerdì del mese e c’è il mercato delle rape uzbeke
Non sei un parcheggio da punire in divieto sosta breve
Non sei un parcheggio in zona rimozione che se sbagli ti rottamano sotto il sole assente di un gennaio da buttare, è a neon questo mese intermittente
Non sei un parcheggio per cuori sfranti riabilitati da vissuti mai affrontati
Non sei un parcheggio dentro al mare e che fai non sai nuotare? Peggio per te, affoga se stai male
Non sei un parcheggio per invalidi di sentimenti né di attese tenute appese a un volere saliscendi
Non sei un parcheggio per bici arrugginite né tricicli mai cresciuti svezzati incompresi complicati che pretendono amore senza darne
Non sei un parcheggio in salita che non riesci a spuntare che ansia mi suonano l’anima, gli insulti, non sono all’altezza, mai davanti, giudizi fuori dai denti, ho le spalle scoperte non ce la fai, ancora così? non vai bene
Non sei un parcheggio a spina di pesce marcita sul fianco né in doppia fila a novanta un fischietto nella bocca facciamo una multa che sera che noia
Non sei un parcheggio sul marciapiede che figo, che fotti la legge
Non sei un parcheggio al giorno per la yaris per la mini per la volvo per un rombo di motori per dirti che ci sono
Non sei un parcheggio per cani abbandonati che ti guardano con l’occhio, che pena, attaccati
Non sei un parcheggio a tempo, attendi, ti prego cambiamento
Sei un unico posto, o almeno è quello che penso
Sei un garage al coperto col tuo nome sicuro e mai stuprato dal tempo dal cielo dal gelo da chi non sa tenere al caldo una promessa
Sei una zona a traffico limitato di quello esclusivo mirato e speciale dove si ascolta si balla si ride gioca ci si sporca si mangia si respira si sbaglia si prova si recupera si sogna e si sorride
Si entra coi vasi di fiori in punta di piedi e ognuno ha un biglietto timbrato davanti un cuore di gatto sul retro c’è scritto
Ci sono, per farti le fusa, accanto ogni giorno
Non sono un parcheggio che scade in un tempo mai stabilito da me, ho bisogno di tempo, di fame di cuore di storie ma dove sto andando appesa alle tue doglie le voglie le tue ostilità
Ho lanciato via quella missione destinata a fallire, quel pass, la mia invalidità, smetto di cambiarmi sono nuda, ti lascio le chiavi
Ma tu puoi sempre provare a cercarmi.
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