Calzino e Raganella
Se mi chiami compagna
Non è per il tempo di una centrifugata
Filo su oblò in centrifuga
Non approfittare troppo di chi hai accanto, se resiste fino a non esistere.
La relazione ha bisogno di verbi coniugati al plurale, di cura, tempo, calma ed errore. Ma senza calore accoglienza e senza un passo a due, anche la più paziente e illuminata delle persone, muore, così come l’amore, anche il più forte, se lasciato da solo, spaventato, a bruciare nell’alcol, affogato, muore. L’interesse, se c’è, va dimostrato. Anche nei tempi di dolore. L’amore non è una centrifuga ma un lento a due, a volte un passo lo devi fare anche tu, in quella direzione. Perché perdersi non è l’intenzione.
Ho trovato un calzino nel cestello della lavatrice. Spaiato. Un classico?
Non per Raganella.
Raganella perdeva tutto nella vita, valigie, pastiglie, voli, treni, orecchini, occasioni, bacchette per sushi, momenti, persone. Non le calze. Le calze non le perdeva mai.
Stavolta era successo qualcosa di strano e si sentiva in colpa. Davanti a lei una scena mai vista. Delusione rabbia senso di solitudine. Colpa. Anche lui si sentiva in colpa.
Era disperato, un calzino disperato. Si muoveva bagnato si contorceva, piangeva, urlava. L’ho persa diceva, l’ho perduta, sono stato uno sciocco. E ora lei è andata, andata via con un collant di pizzo rosso. Di pizzo rosso ti rendi conto?
Raganella si girò. Palpava la commozione come fosse la sua. La stessa che aveva potuto scorgere, da piccola, con le sue capre. Così come le pecore. Ma anche le galline. Ma come le capre, credetemi, oh come le capre mai. Il senso di coppia delle capre è una delle cose più forti che esistano in natura. Se si allontanavano si tenevano d’occhio con lo sguardo. Se una si allontanava troppo l’altra belava talmente tanto da bucare le orecchie di chiunque, persino quelle dei cani della vallata di Irene. Eppure era così. Appartenenza istinto senso di abbandono, amore, lo stesso che Raganella percepiva davanti a quel calzino. Un calzino rosa. Coi fenicotteri rosa. Che aveva perduto la sua compagna nella centrifuga 800 giri con ammorbidente sandalo e fiori di pero. Si di pero, non il solito di pesco, così inflazionato.
Raganella si mise ad asciugare per giorni il calzino dolorante, un po’ in mano, un po’ al sole, lo stirò, gli diede qualche bacio, da Raganella chioccia che ogni Raganella sa di essere.
Lo teneva vicino a sé perché aveva bisogno del corpo a corpo, soffriva. Si vedeva che soffriva, fino a che un giorno, Raganella, trovò sotto al letto una lettera. Una lettera manoscritta dietro uno scontrino. Era firmato bagnato dalle lacrime, ti stavo accanto, ma non mi hai mai visto.
Chiamami compagna
Chiamami compagna se mi ami, se vuoi camminare con me ed è con me che cammini, sbagliando parlando tacendo provando pensando, tutto quello che vuoi, ma con la mano che stringe il tuo mignolo a me
Chiamami compagna se ci sei sempre, nel male e nel bene, non solo per scopare, non solo per ridere quando va a te, ma anche come va a me, anche quando viene bene a me
Chiamami compagna se non hai paura del giudizio delle persone e non mi lasci a casa col cane se devi vedere chi mi conosce
Chiamami compagna se hai desiderio di me e me lo dimostri pian piano con calma e dedizione, che ne valgo la pena, che ne sono la pena
Chiamami compagna se hai interesse, se hai passione, se hai fame di conoscere
Chiamami compagna che se sbagli non chiedo sempre io scusa
Chiamami compagna se hai delicatezza, se hai empatia di un dolore non tuo
Chiamami compagna se non devo elemosinare il tuo tempo il tuo spazio la tua presenza il tuo come il tuo dove
Chiamami compagna se non è tutto una sfida
Chiamami compagna se hai voglia di entrare nel mio mondo in disarmo
Chiamami compagna solo se sei orgoglioso di darmi la mano e non vedi l’ora di dire a te stesso e a chi vuoi che gioia sei che bella cosa sei
Chiamami compagna se le mie parole hanno ascolto
Chiamami compagna se vuoi accanto una donna pensante che parla, non una figlia muta da educare
Chiamami compagna se sono prioritaria nella scala degli scazzi, rispetto agli altri, e non perché devi, ma perché è la voglia di avermi, a volte magari anche prima di altri, che hai un po’ troppi anni, per una volta potrebbero dirti ma che ci fai tra i piedi, se hai una compagna non fartela scappare, ma tu hai terrore e non ti accorgi neanche, ho quasi novant’anni ma cosa aspetti, che muoia, che se ne vada, un’altra donna che ti sopporta?
Chiamami compagna se al mattino è con me che vuoi alzarti
Perché le parole sono importanti.
Se siamo una coppia tu destra e io sinistra, non esisti solo tu con le tue leggi. Ma forse pure io, che fatico, e dico sibilando, con paura di disturbo, vorrei che mi chiedessi anche tu come mi piace stare al mondo
Chiamami compagna se oltre a mettere le tue mani nella mia vagina riesci a metterle attorno alle mie dita al mio viso senza vergogna
Chiamami compagna se hai il coraggio di non sfigurare se mi accompagni in ospedale e non mi dici ma cosa ti sei messa, non è giusto che ti vedano così (con me)
Chiamami compagna se ti chiedo posso stare con te che sto male, senza aver paura, senza aver timore di morire, di deludere che se parlo, come sempre, punita, sparire
Chiamami compagna se te ne frega
Chiamami compagna se le mie parole sono importanti, se non le ignori, se accogli i miei sbagli
Chiamami compagna ogni volta che ti va
Chiamami compagna se innanzitutto tu, ti comporti da tale
Chiamami compagna che se mi fai del male e io me lo faccio andare, dopo un po’ la tua bambolina non resta dolcina
Chiamami compagna, chiamala relazione se delle mie fragilità non ne fai guerra, gloria, motivo ti prevaricazione, ma amore, accanto, piano piano, insieme ce la facciamo Chiamami compagna se nelle crisi non mi fai sentire sola Chiamami compagna se nelle feste nel dolore nella gioia di natale pasqua ferragosto festa e noia ti ricordi che ci sono
Chiamami compagna se vuoi coniugare in verbi al plurale Insieme.
Ognuno cammina da solo ma mi stringi per mano
Chiamami compagna se hai rispetto
Chiamami compagna se posso parlare amare essere come mi va, non un giro di centrifuga al giorno per piacerti compiacerti che sennò poi macchio tutto
Coppia è sesso ma non solo.
Coppia è amore ed anche gioco.
Coppia è giocare, stupirsi, progettare, volare alto, perché è meraviglioso, guardare nella stessa direzione, diversi diversissimi, ma accomunati da quello che ha di base una relazione, complicità sentimento, e sempre più amore. Coppia non so cos’è ma di sicuro non lo eravamo io e te.
E sono stata così male
piangevo ogni notte, quando non c’eri quando mi dicevi che non potevo essere romantica nemmeno nell’intimo di queste canottiere
Avevo desiderio di chiamarti cuore. Ma tu avevi giudizio, terrore. I tuoi occhi luccicavano a guardarmi, ma era come se non sapessi che fartene di quell’amore.
Avevo tempo, tutto il tempo che volevi, ma ne hai fatto egoismo, non c’eri. C’eri sempre per te, per i tuoi bisogni e i tuoi racconti, e solo tu davanti a noi, da capire e accomodare, che mi andava di ascoltare capire salvare. A me andava, l’andar bene, andava. Volevo salvarti, vederti felice, sollevato, appagarti.
Fai il bravo, calzettone del mio cuore.
Quando dormivi sussuravo, in quel letto, di notte, tesoro, sei speciale, avrei voluto dirti un sacco di cose, forse anche ti amo. Ti bacio. Ti coccolo, combatto se qualcosa non va ci sono sempre ogni passo falso ogni paura ogni momento che non va puoi contare sulle mie spalle larghe da calzettina carina e polpettosa.
Ma da sola non ce l’ho fatta. Arrendermi è stata dura.
Muore tutto ciò che non è reciproco e la corda di plastica si brucia al sole. Vado via calzettone del mio cuore.
Non respiro più.
Sono la compagna di chi mi tratta da tale.
Le parole sono importanti. Lo era anche il mio amore.
Raganella rimase senza parole. Guardò calzettone, così come lo chiamava lei.
Mi guardò, annuì, lo guardai, è così? Gli scese una lacrima. Non so lottare. Sono schiavo di una vita che non voglio. L’ho perduta. Forse sono stato troppo cieco e coglione, l’ho presa troppe volte per scontata, eppure si divertiva anche a guardare la partita, e dove la trovo una così? ma non so nemmeno dirglielo. Pochi giorni prima di andarsene, quando mi ha chiesto, ma tu non hai paura che in questi giorni, dopo il modo in cui mi hai trattato potresti perdermi? Io le risposi no, evidentemente non mi interessa particolarmente.
Lo guardai. Era smarrito.
Ma se la vuoi perché non te la riprendi? Se lei ti ha chiuso la porta magari vuole che tu la riapri. È così che funzionano le porte. Si aprono e si chiudono. Se non ti sta bene fai qualcosa.
Non chiamare una donna compagna se non la ami se non la ascolti se non la vedi.
Non chiamarla relazione se non metti mai in dubbio il tuo personale buio. E non sono i regali non sono le cose non è questo, a fare l’amore. Ma l’inclusione, la libertà, la coccola e la partecipazione. E se c’è crisi? Dimostrale il tuo amore. Trova le vie i modi le risorse. Tutto si supera se si vuole. Ma non sempre si vuole.
Ma quanta saggezza in calzine e calzettoni? Guardai la mia vita e pensai. E ora che si mangia? Pizzetta o calzone?
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