Crusca, no!

Fallo per te
Filo su No. Punto.
No.
Si slegò lo chignon, si tolse divisa, si buttò per terra accanto al cane, fissando il vuoto, sondando il suo vuoto e raggelò, pensò. Per la prima volta ammise finalmente a se stessa un segreto, disse al vuoto, al suo vuoto, che aveva capito, aveva capito che era sempre stata di quelle, di quelle buone e zitte, di quelle che non sapevano dire No.
No in quella casa non si poteva dire. Né sentirsi né sentire.
Deludere voleva dire morire.
Il cane si mise sulle sue gambe. Come se sentisse quello squarcio in quel cuore.
E Crusca rispose.
Vorrei gridare No, vorrei urlare No vorrei mettermi nel punto di vista più alto e davanti a tutti spiazzarvi di No. Spiazzare me, te, loro, e gridarvi in faccia No.
Presenti passati futuri. No.
Voglio dire no.
Ai vostri occhi languidi, imploranti, desideranti
Alle vostre gesta preganti e supplicanti
Voglio dire no a ogni vostro dai, per favore, e dai
Voglio deludervi, spezzare quel sorriso per cui vivo, voglio dire no alle voglie non mie, ai progetti che odio alle vostre nostalgie e alle corse fatte per essere con voi per voi da voi perché volevate aspettavate anelavate
E voglio alzarmi in piedi e dire a tutti No.
No che non ti voglio sebbene mi desideri e mi riempi di parole, di progetti, di promesse e di carinerie
No per ogni volta che sei unica e speciale e diversa dalle altre perché loro ma ti pare ma invece con te sì
No che non mi va se per me non è normale non è giusto né naturale
No che non ti salvo anche se il tuo matrimonio ti fa schifo
No che non cucino, decido io
No che non ci casco se mi riempi di belle parolone
No che non stiro, non mi spoglio, non ti voglio non ti dò né il mio amore né il mio impegno né la mia dedizione, tutto questo mi denigra e voglio dirti no
No se mi sento usata
No perché so che non cambierai
No alla speranza puttana
No a te che mi hai preso in giro
No a ogni sei pazza, non è vero, ma stai calma
No davanti alle pretese carezze affettuose prese
No che non ti perdono se mi riempi di lividi e insulti
No che non resto se prendi le cose e le butti
No che non crollo davanti alle tue lacrime, davanti alle tue scuse, davanti al tuo nauseabondo ti prego mi perdoni No che non entri in casa se mi dici ti abbandono così per spaventarti
No che non ci sto al tuo egoismo egocentrismo insondabile narcisismo
No che non voglio andarci a quel corso del cazzo
No che non me lo metto quel pantalone da clown pazzo
No che se ti slacci la cintura, perché ci tengo al mio lavoro
No che non sei un eroe anche se prepari il pranzo
No che non pulisco casa solo perché sei stanco
No che non ti massaggio perché sono più speciale di qualsiasi altra che da brava stronza ti ha solo appagato
No, io dico no
Vi grido in faccia a gran voce tutti miei no
No che non ti proteggo se fai a pezzi mia madre
No che non voglio suonare nuotare scalare volare essere migliore campione la prima la migliore la vincente la studiosa la laureata la speciale la fata sul tuo piedistallo di sabbia di rabbia, no io non voglio salire, io voglio stare qua e dire a voce alta sono umana, non trattarmi così, io voglio alzarmi e non dirti sempre sì
Non che voglio cantare non voglio saltare non voglio fare più niente che appaghi la tua insoddisfazione maniacale
No.
Dico no a tutto quello che odio e che non mi sta bene. E se me lo chiedi tu deve continuare a non andarmi bene, non sarà la tua espressione a far cambiare ogni volta il mio volere
No che non sono sbagliata se tu non mi capisci
No che non sto zitta per tutto quello che ho assistito
No che non mi piego alle tue insulse lagne
No che non mi sfondo al tuo lamento, mugugno e litania
No, io dico no, al ruolo di brava bambina.
No ogni volta che lo voglio e che lo sento.

Io voglio dire no
Alla vostra violenza, aggressione, alle male parole
Voglio dire no e deludere qualcuno, ogni giorno un no a ognuno

E chiedermi scusa per tutte le volte che non son riuscita a farlo

E dire mi dispiace per aver amato queste vite che ho senza limite né riposo curato
Imploro a me perdono per ogni no che ho omesso, in nome di un progetto un sentimento una casa di una cena, di una mano tesa, una briciola, uno schiaffo una mano che mi ha ucciso per terra, per non ferire per non disdire per non dare fastidio e non pungere il vostro sentire
Chiedo venia alla vita per aver vissuto migliaia di volte quella non mia e che da un giorno all’altro ha detto me ne vado mi hai stancato non ti ho mai amato
Io dico no per ogni volta che sapevo che non avrebbe scelto certo me
Voglio dire no, io non ci sto
Io chiedo scusa a me, per tutte le volte in cui ho accomodato le vostre drammaturgie, follie, frenesie, stravaganze e bizzarrie
Voglio chiedermi perdono per tutti i sogni che ho esaudito e dei miei con terribile punizione ho, uno per uno, i germogli reciso
Dico no alle vostre depressioni, chiedo scusa a me per ogni volta che ho curato manie paranoie sventatezze e ossessioni ai mie
Dico no al brontolìo dei vostri capricci da appagare
Dico no ai nodi stretti che da vedere che belli ma non si lasciano snodare perché non sono nodi di cui ci si può fidare, sono a fiori, vedete, ma fanno soffocare
Dico no alle vostre fantasie, ambizioni, aspettative
Dico no a tutto quello che ho dovuto accettare e a quel viaggio che non volevo fare, quell’esame che mi faceva vomitare, quella scena di pazzia a cui dovevo assistere ogni giorno della vita mia
Dico no alla mia pazienza clemenza
Mi fa orrore la vostra violenza
Dico no alle vostre brame e aspirazioni, alle ceste di non senso e ai gambi di piscio catrame, narciso e incenso
Dico no alla vostra cupidigia di una fame che non è mai stata la mia
Voglio smettere di essere prima, la brava bambina
Sono morta ogni volta in cui in silenzio ho detto sì. Ho perso tutto e ho ricostruito, ho rinunciato e ho maledetto dio, distruggendo ancora e ricostruendo ancora, sfinita, sola, e invece sono io, che non accetto di non essere come desiderate che io sia. Bambolina col fiocchetto. Grembiulino e un sì come specchietto
Muoio ogni volta se ripenso a tutti i sì.
Muoio ogni volta perché non ho mai scelto, se non I.
Non sono una dea.
Non vivo per un sì.
Voglio urlare no, il più grande mai esistito, ma io non so gridare né urlare, né dirlo.
Crusca non è spiazzante e nemmeno delirante.
E anche tu, come lei, da ora puoi iniziare a scavare. Provare a sussurrare il perché di quel sì soffocante.
Crusca è finalmente tutto quello che volete che non sia, e per due carezze, non è più disposta a dare, a chi chiede, tutta la sua vita.

Scrivici!

© Storie di Lana - APS, C.F. 92180030907 
La totalità delle Storie scritte all'interno di questo spazio web sono di proprietà di Anastassia Caterina Angioi, in quanto autrice delle stesse.
È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi, senza previa autorizzazione scritta dell'autrice.