Ditelo,
che è diverso
Tutto fa la differenza
Filo su ditelo, ditelo ora che la vita è una,
e ora siete qui e avete il tempo
La parte più bella di questo viaggiare è che ci sei tu, lì fuori, con un bacio a nome mio, ad aspettare.
E dirtelo, quando arrivo, è la parte che amo di più.
È bello tornare se hai qualcuno da abbracciare. È bello partire comodo, fresco, senza pesi, al caldo. È bello lasciare un posto e poi dove lo hai lasciato, ritrovarlo.
È bello capire, ma a volte salva non farlo.
È bello stare vicini, se quella vicinanza non è tossica come soda caustica.
È bello avere i soldi, per poter fare cose, tipo fare un biglietto dell’aereo e mangiare il cavolo cappuccio insieme a te. Spostarsi per amore. È bello avere uno stipendio su cui contare. È bello non dover elemosinare.
Ma se di quei soldi, di quello stipendio, non sai che farne, che senso ha vivere di borse laccate, se hai l’anima che ha bisogno di elemosinare, allora a che serve, se di quel che hai non ne puoi fare niente. Non te ne accorgi, e di te, e degli altri non ti frega niente.
È bello aver salute per dirti domani ti passo a prendere, è bello anche restare al proprio posto e farsi venire a prendere, se posso.
È bello che ognuno faccia la sua parte. Sacrosanta parte.
I bimbi piangano e i grandi consolino, il maestro spieghi e l’alunno si impunti, io dica la mia e tu dica la tua, ed è bello amarsi per trovare insieme un punto di tangenza, inclusione, accoglienza.
È bello mangiare, se poi non ti punisci, non ti ammazzi, ed è bello adirarsi se mi tieni la mano, e mi dici sei bella quando ti incazzi.
È bello sognare se ancora puoi farlo.
È bello andare in bagno.
Son belle le piccole cose, ma tu che mi insegni che non è giusto che me le faccia bastare, di più, è bello scoprire cosa per te è normale, e per me non è mai stato nemmeno da pensare. È bella ad agosto la tovaglia di Natale. E scoprire che anche il mio mondo ha bisogno di essere capito e di amore, per potersi smussare, dentro un abbraccio, cambiare.
È bello uscire al sole e non schifarlo, tornare a casa e sentirti in salvo. È bello vederti dormire, sentire il tuo respiro farsi pesante e vederti mollare, sbagliare, riprovare.
È bello quel sorriso che fai solo per me, che si illumina a giorno, sul tuo viso stanco. Mentre tra le mie braccia ancora racconti, per quanto vuoi, per quanto hai fiato. E sul mio seno, crolli.
È bello ritrovarti, ogni volta che vado. E non ho più paura, perché riesci ad essere sempre accanto a me senza pensare, col pensiero, coi messaggi, col linguaggio, e so che è per scelta, e non è un caso né convenienza. Ci posso contare.
È bello lasciarsi andare, disarmarsi, ascoltarsi, non umiliarsi. E non pagare tutto questo a prezzo caro, sempre troppo caro.
È bello mancarsi, aspettarsi, ma bisogna saper dirselo, mi manchi.
Perché a fare differenza nelle cose è parlarsi, dirselo, raccontarsi. Se lo sento solo io, come fai a sapere che mi manchi?
È bello a volte fare i finti tonti e sentirselo dire, quel che volevamo sentire. Ma è più bello se tu te ne accorgi, e stai al gioco, quando faccio il muso, perché so che tu arrivi e te lo puoi baciare.
È bello avere il tempo. Ancora quel tempo. E dirsele le cose, subito, come stanno, senza aspettare senza tergiversare. Senza posticipare.
Ti avrei voluto dire che stavo prendendo la patente, ho poggiato il telefono sul piano. Il tempo di una doccia, faccio i piatti e te lo mando. Il tempo di un pranzo.
Quel messaggio non è mai arrivato.
I piatti son caduti e io con loro. In uno strazio che a oggi mi chiedo, non mi spiego, non è vero, non è vero che a me, solo a me, questo maledetto tempo è rimasto. E non a te.
E allora dillo, quando ti senti, quando ci provi, quando lo vuoi. Quando ti manco. Quando vuoi dire parole d’amore, dolcezza, cambiare sapore o colore. Pare scontato che domani ci siamo?
A me da molto, da tanto, da tempo, non più.
Allora è bello, avere il tempo, ma il presente che abbiamo è l’unico prezioso a cui possiamo fare capo, perché possiamo articolarlo, condividerlo e parlarcelo. E non dopo, che metti caso, non ci sono. È ora il tempo che abbiamo.
Almeno lo sai, e te lo segni, che in questa vita,
io ti amo.
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