Haiku

Poesia della tua fioritura
Filo su Haiku. grazie cips

Mondo di sofferenza:
eppure i ciliegi
sono in fiore.

Kobayashi Issa (1763-1827)

Ma loro non lo sanno che è così, non lo sanno come sto, cosa mi devo sbucciare che sia stanca o che non lo sia, che sia sole o che sia pioggia. Quel prima e quest’ora.
Non lo sapevano nemmeno quando erano accanto a lei, come stava.
Lo so.
Ma non vale uguale.
Certo, non va bene lo stesso.
E poi manca poco, manca sempre meno a Ottobre, e sono umana, e ho paura.
Ma mi ricordo di una cosa, quando il dolore si fa sentire forte, sono forte di una cosa, ho una testa che pensa, e la meraviglia di dire la verità è fortemente salvifico. Non hai bisogno di avere paura. Di dimenticare, di inventare.
Allora basta essere, esserci, sì anche con la paura.
Non ti mando un audio perché sono a lacrima facile oggi, oggi, vabbè si fa per dire. Ma questa settimana proprio lago.
Com’è?
Eh c’est la vie. Un peu trop d’emmè.
Ehi, ye-ye ti ricordo che abbiamo fatto un haiku.
Ma sai che ti dico, che hai proprio ragione.
Abbiamo fatto un haiku.
E non è da tutti.
E tu l’hai fatto il tuo haiku?
Prendi un pennello e inizia a dipingere la tua poesia.
Gli haiku sono poesie che non sembrano poesie, aforismi che non sono aforismi, parole in cui ha più peso il non detto rispetto a quello che viene detto. Sono componimenti dell’anima, evocativi, ermetici, che raccontano le emozioni del tempo che passa, del vuoto, delle stagioni, della precarietà dell’uomo e della magia della quotidianità. L’haiku è una delle poetiche più amate in Oriente e solitamente si usa leggerne alcuni durante l’hanami, ovvero la fioritura dei ciliegi.
A volte basta una sola parola. Un solo incontro. Un momento. Che ti cambia la vita.
Ma la vita cambia se è predisposta al cambiamento e soprattutto, se vuoi che essa cambi.
Al ciliegio che vive dentro di te e non lo sai, col tuo profumo e le tue delicate tonalità di rosa. Qualsiasi sia la tua età, la tua estrazione sociale, la famiglia da cui provieni non smettere mai di lavorarci, di desiderare, di sognare, o se non hai mai potuto prova ora, a iniziare. A cambiare il tuo mondo, usa gli occhi che hai, la tenacia, la gentilezza del tuo cuore e dei tuoi gesti. Delle tue parole. Non saranno buttate al vento. Mai.
Ti auguro hanami, non uno, non due, tutti quelli che vuoi e haiku, chiamati col tuo nome. E giorni interi, di nevicate di ciliegi a primavera, col sorriso, da ascoltare.

Scrivici!

© Storie di Lana - APS, C.F. 92180030907 
La totalità delle Storie scritte all'interno di questo spazio web sono di proprietà di Anastassia Caterina Angioi, in quanto autrice delle stesse.
È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi, senza previa autorizzazione scritta dell'autrice.