SOS, Filomena

Tutta la vita che c’è
Filo su Filomena, pecora bella nera

E poi c’era Filomena. Bella nera, pecora Filomena. Con una macchia sull’orecchio, gambe sottili, occhi azzurri profondi e limpidi come il mare di giugno. Pecora Filomena andava perlopiù scalza, ma quando sfogliava i giornali UK, che Ginevra, la gallina più giovane, il venerdì spacciava anche per le oche, vedeva che alcune come lei potevano usare i sandali e il lucido per il naso, salivano per i tetti e lavoravano sulla qualità del tosato e non sulla quantità dei km percorsi. Si perdeva. Sognando una vita che non le apparteneva. Ma che desiderava.
Filomena figlia d’arte, la prima del pascolo, la prima a portare a termine il lavoro, la prima a farsi tosare, non chiedeva mai aumenti di mangime e se l’erba scarseggiava la brucava tutta regalandola agli anziani della collina antistante. Conosceva tutte le specie di donnola e di volpe, sapeva esporre tutta la storia evolutiva della specie. Era lei che combatteva accanto a Diego, il maremmano bianco. A ogni richiamo Filomena era davanti al pastore, sull’attenti. Era molto intraprendente.
Ma il bene di tutti e i belati altrui valevano sempre più del suo, di belato. Li ascoltava sempre tutti e si faceva condizionare troppo. Direte, da vera pecora. Si, ma c’era qualcosa che ribolliva in sé.
Un giorno Filomena gridò alla vallata: basta. Alzò lo zoccolo medio al cielo e se ne andò. Non ne poteva più. Lasciò tutto e a gran fatica cercò di capirsi, iniziando a pensarla autonomamente. Nonostante fosse lontana, si tenne stretta quei personaggi e quel clima per anni. Pensando gli unici possibili.
Pecora Filomena voleva essere se stessa. Voleva un pecorascondiglio tutto suo.
Lei odiava essere tosata, odiava brucare tutto il giorno per km, amava i glitter rossi, e i copriorecchie in alpaca, ma non poteva darlo a vedere a nessuno, figurarsi dirlo.

Aveva tenuto nascosto per sé tante di quelle voglie e di quei segreti che nessuno avrebbe mai pensato fosse così appassionata e versatile su ogni fronte. Ma chi? Filomena tonda e triste?! non dirne.

E si facevano tutti una gran risata.

Filomena voleva essere la pecora che posava per la rivista inglese, quella dei sandali. Filomena voleva salvare le persone in acqua, come i cani. Aveva finalmente iniziato un corso. Era talmente brava che la presero subito, pecora Filomena. Ed era felicissima. Aveva paura a dirlo, perché il suo sogno timido e piccolo finalmente era in costruzione, tutta sola, aveva aspettato troppi anni prima di questo atto di coraggio.

Nella sua nuova vita c’era spazio solo per pecore non tossiche eppure a volte, ancora cercava il loro sì. Nonostante dovesse ancora fronteggiare i problemi della vecchia vallata, un nuovo respiro era con lei, non c’era più spazio per la vecchia Filomena.

Ancora qualche strascico e qualche lacrima di troppo, ma li vedeva, i sandali color cammello li vedeva sempre più vicini, addosso a lei. Doveva solo imparare a scegliere chi e che cosa poteva farla stare meglio, mollando per sempre sulla consueta ripetizione da vallata.

 

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