Ai miei brillantini, diversi dai tuoi
Son belli da morire
Filo su feltro, stagnola, brillantini
e nasi lunghi
Più perfetti possibile più compiaciuti possibile.
Più forti possibile più competitivi possibile, più ricchi possibile.
Con più lauree possibili con più ritorno possibile.
Con più calca possibile, il seguito, il più possibile.
Più competitivi possibile, più distaccati possibile, con più corazza possibile, con più coraggio possibile.
Più innamorati possibile, più felici possibile.
Tutto di più e tanto e (im) possibile.
In continua ricerca di conferme.
In costante ricerca di sicurezze.
In eterna ricerca di approvazione.
Di apparenza, godimento e omissione.
Vita avvolta da stagnola, su ciò che ti racconti e ciò che ti nascondi.
Che la felicità che tanto c’agogniamo vuole poco, chiede meno e aspetta di mollare: sulla forza, l’ossessione, la perfezione, il continuo moto. Domanda di togliere, di vuoto, di prezioso fallimento e delusione. Quella vera, che lascia spazio, che toglie e mette in discussione, quella che fa male, ma stimola a domanda, se si vuole.
Quella bellissima imperfezione che salva la vita.
A chi vuole meno stagnola e più cotone morbido, agli ultimi, a quellifalliti, a chi non vuole arrivare da nessuna parte, e che si accontenta di vivere adagio andante.
A chi vuole anche meno, ridendo di più. A chi è sincero con sé e a chi ancora non riesce, non lo è.
A un po’ meno, sulla giostra dell’ estremo e più verso la base del proprio normale. Che i brillantini li sappiamo mettere lo stesso, perché ognuno ha i suoi, e i miei, non sono meglio dei tuoi.
Non giudicarmi, non sbeffeggiarmi, non insultarmi, non adirarti, se non ho usato i tuoi.
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