Sono mamma anch’io

Anche se non credo in Dio
Filo invisibile su dignità

Sono mamma anche io anche se non credo in Dio.
Sono una mamma anch’io che piange davanti ai disegni appesi in frigo. Ogni notte raccolgo i vetri a Parco Sempione, ci faccio tre euro al chilo, la merenda per il mio bambino

Sono una mamma anch’io col sacco nero accanto alla panchina, che ogni notte è mia, gli altri lo sanno, qui c’è una gerarchia, ho trentasetteanni sono giovane e canuta, dicono, quella panchina, per riposarmi ogni notte, è la mia.

Sono mamma anch’io che ho paura mi derubino del poco che guadagno la mattina. Sono una mamma anche io che parlo ogni notte col lampione di Parco Sempione e mi chiedo dov’è che ho fallito, nei grattacieli alti illuminati i papà raccontano le fiabe alle bambine.

Sono una mamma anche io, che ho perso tutto. Ho un lavoro piccolino la mattina ma non basta al mio bambino. Ora è nel suo letto, dorme solo stretto stretto al suo coniglio, mentre io mi racconto le fiabe, ogni notte guardo l’alba da una lacrima e poi una dopo l’altra, su questa panchina, inesorabilmente, un altro sole si avvicina. Torno a casa, ricomincio, si va in scena, col tailleur, d’habitude, ogni mattina.

Raccolgo in pezzi di vetro il mio cuore, ogni notte, a Parco Sempione.

8 Maggio. Auguri a tutte le mamme del mondo. Senza utero, senza soldi, senza speranza, senza amore. Alle mamme che provano ad amare. A chi si sente mamma, di bimbi, di gatti, di anziani.

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