Pioggia familiare
Non è sangue a fare legame
Filo su costanza, ovvero la ballata dell’andata e del ritorno
Si può andare via da qualcosa se quel qualcosa sai dove si trova, se sai che ogni volta che va, poi ritorna
Perché solo se tu resti io posso andare via
Sicura e costante
Come pioggia che cade
Cappotto di vento
Mantello di notte
Posso scappare e tornare
Posso allontanarmi per sempre
O non farlo per niente
Posso scegliere
Perché ho imparato
A ritrovarti dove ti ho lasciato
Allora posso imparare a fidarmi
Ad aggrapparmi alla consuetudine che si fa costanza
Alla perseveranza che spiega la giornata
Nella ballata dell’andata e del ritorno
Sicura
Docile fermezza
Spiegazione
Esperienza
Ciclicità
Di una pioggia sottile che regala calore
Che l’attesa non è sregolatezza
Che l’assenza non è abbandono
Che la negazione non é punizione
Che non vedere non è lacerazione
A lasciare a mia volta
A vivermi
A scegliere per me
A crescere
Sicura e costante
come pioggia che cade
E magari alzare gli occhi e sorridere
Felice di bagnarmi
Serena, senza cielo terso
Felice, di guardare il mio sole altrove
Perché non saranno le mie lacrime a parlare
A inonadare le giornate
A macchiare di fango la speranza
E non capire
Castigo
Ma il nostro legame. Colorato. E pieno di inventiva.
Nella ballata di un’onda di mare che viene e che va
Nel suo blu.
Che se piove o fa sole è sempre bel tempo.
Perché ci sei tu.
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