L’amore ai tempi del consumo
Mastica e sputa
Filo su ostinazione, d’oro di aghi e iuta
Mi ribello
All’amore senza le persone
Alle persone senza educazione
Al godimento dei corpi senza corresponsione
Di continuità
Di parole
Di desiderio e gesti
Mi ribello
Alla decadenza morale
Mi ribello
All’indifferenza
scambiata libertà
Godimento del momento
All’accusa desueta
Fuori luogo e
Fuori tempo di avere ancora
prospettiva
Volontà di Costruzione
Coraggio e tentativo
Un lumicino
Come posso
Mi ribello
Alla poesia dell’amore consumistico
Inganno e confezione
Lascia la notte senza vestiti e corpi desiderati
bruciati e disabitati
E un’alba vuota con le lacrime agli occhi
Ancora che aspetta
Una carezza
Disabitudine epocale nel sentire il valore di un cuore poggiato alla tua destra.
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