All’orribile
Quotidiano e confortante
Filo su tartaruga Koinè di lato, riconverte il flusso e si adatta
E poi ti riscopri felice.
E lo sei sempre quando accade, e quel sempre si rinnova ogni volta in cui una di quelle disgrazie ci piombano addosso sul collo e sull’orgoglio come spilli e ci fanno dire che tragedia. Che giornata orrenda. Che periodo di merda.
E ti riscopri felice, lì su un lato, poggiata come una tartaruga attaccata di scotch e formaggio filante ti riscopri felice ad amare tutte quelle piccole cose che ci fanno dire che giornata terribile. Che di terribile non ha niente se non l’imprevedibilità della vita che traumatizza i piani e resti al foyer.
Se l’abitudine e l’assuefazione al male non le permettevano ancora di mettersi al riparo dall’allarme del è una cosa che ti fa stare male vai via non la puoi aggiustare sennò ti chiamavi Bob, conoscere quell’oltrelimite le permetteva di prendere la pagine fuori grazia della vita quotidiana in maniera confortante. Quasi un sorriso.
Che belle le cose che vanno a rotoli se non sono gli organi interni, un fucile puntato, un abbandono.
E ti riscopri felice. L’aveva imparato nelle sue vite precedenti. Se la tua centralina è collaudata alla sopravvivenza, lo sconforto invalidante provocato da un’auto vandalizzata, un caffè rovesciato, un collega di merda, una coda di traffico, uno sciopero, una multa per divieto di sosta, una gomma bucata, un gomito rotto, un pronto soccorso chiuso, un blackout all’auto, anche tutto insieme alla stessa ora, sai che toglie tempo utile alla soluzione. E alla fine sei vivo, sorridi e ti riscopri felice.
A uno sconforto paralizzante meglio uno attivo, alla fine. Ciò che è accaduto ha già fatto il suo danno, si può solo usare il tempo che resta in nuovi adattamenti.
E da tartaruga darwiniana, Koinè su un lato, anche se un po’ scomoda, aveva ragione.
Mangiava pizzette e si adattava.
E ti riscopri felice, con un braccio rotto. Un cuore ammaccato. Le cose materiali sono facili da gestire. Per Koinè era tutto un grande spasso.
Ogni cosa ha un senso una risposta un’opportunità di conversione della tragedia in opera, in una nuova, della vita buona opinione. E ti riscopri felice, che di terribile alla fine quella giornata piena di imperfezioni e caffè versati, non ha niente.
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