Accettiamo
Ciò che pensiamo di meritare
Filo su catene, zavorre e altre poco raccomandabili cose
Le parole le persone le occasioni le promesse.
Il lavoro dentro di noi, l’amor proprio, la considerazione che abbiamo di noi ci fa da rete, da discriminante. Da scelta.
Quella rete con cui setacciamo la vita, quella che ci protegge dalle mancate carezze, che ci fa scegliere a che gioco giocare, che ci sbatte sulla posta a cui puntare, che ci guida e ci chiede se ne vale la pena, alza la scelta, abbassa la resa, cambia contatti, quelli imploranti agli occhi degli altri
Miserabile, non valgo niente
Va bene per te
Ma per me non lasciare niente
Meritiamo i sorrisi che crediamo di meritare di chi vuole sul viso degli altri potersi lamentare
uno ogni tanto, le rughe, ci mancherebbe altro
Trovo pietre decadenti attorno a me se mi sento fondamenta senza solida presa
Trovo candeggina nel reparto del tè
Gemma preziosa?
Sei tu
La bigiotteria
Allergia
non fa per me
Mi vedo bella con la mia forma tonda quadrata ovale trapezioidale e mi faccio portavoce nelle scelte che ritengo buone
Ma se è merda è solo ciò che penso
E è di merda che vivrò cercando di scambiarla per pane in eterno
Accettiamo la vita che pensiamo di meritare in base a quel che si dice di noi
Col colore degli altri sbiadito e il cuore grigio
Accettiamo un sole in catene
che mettiamo ai nostri piedi lucidiamo e nascondiamo perché così è più mio, se nessuno lo vede
Siamo cosa facciamo non solo ciò che diciamo
Come lo diciamo
chi ancora votiamo
gli ideali che abbiamo
Accettiamo una vita fallita perché siamo convinti fin le mutande che lo siamo
Sporchi arrivisti stronzi cattivi idioti siamo ciò che pensiamo
E così tra gli ottusi rozzi egoisti morti ci addentriamo
Che schifo facciamo
Accettando
Le persone la vita il lavoro l’amore che pensiamo di meritare
E viviamo per questa adesione sottesa
Abitudine
Certezza
Lo merito io un uomo che mi fa le ossa dentro la credenza
Che tanto faccio schifo che tanto preferisco di essere trattata come la merda
Una moglie che mi urla
Un lavoro che mi umilia
A qualunque costo
Al minimo dello sforzo
A costo di perdere tutto
Al massimo delle nostre capacità
Accettiamo le persone che pensiamo di meritare
Sono stronze, ci trattano male,
E che sarà mai
Non fa nulla io resisto, so tollerare
Accettiamo la tolleranza che pensiamo di meritare
E io non la ho più
Accettiamo la vita, che troppo all’altezza in fin dei conti ci schifa
Accettiamo il basso costo, che tanto valgo poco
Il tailleur rotto
Un cappotto a metà
Una mutanda sfibrata
Un reggiseno antiquato
Accettiamo persino le bolle di sapone in plastica additiva che durano di più
E me le porto in giro
Accettiamo quello che non vediamo
Credendo a tutto
O a niente per lutto
Accettiamo la morte
Degli altri
Lontana
Non mi riguarda
Accettiamo quanto di noi considerazione
Amor proprio abbiamo,
Non qualità purché oggi si mangia
Investiamo su scommesse che magari se
Spesso in una prospettiva che chissà che
scegliamo cose prendiamo case magari un giorno
La muffa
Le rose
Perdendo di vista l’unica stella di cui più o meno avere illusione, un presente ignorato dal vortice delle
Cose che decidiamo di tenere per paura di cedere
Luride scarpe, sporchi lavori, vestiti rubati, cibi scaduti
Scelte sbagliate
Amare scopate
Unghie mangiate
Promesse
Vuote
Accettiamo la tipa che mi ricorda l’ex
Accettiamo regali che nemmeno capiamo quando scrivono è per te, vestiti che piacciono a lei, macchine che piacciono a me
Ma a te?
Accettiamo l’amore che pensiamo di meritare
Il lavoro
La vita
La speranza che il reale ci propina
Mica la nostra, no
Ci vuol troppo coraggio
Accettiamo tutto quello che passa, che tanto, in carestia, almeno passa
Accettiamo il dolore che pensiamo di meritare, la violenza che pensiamo sia nostra, la colpa data dagli altri, la facciamo nostra
Accettiamo di vivere nel buio, perché la luce oddio ma che è
Le ombre nella caverna parlano bene, mute, di te
Accettiamo lo sporco perché
Tanto a che serve passare lo straccio risporco
Vedi, già fatto
Accettiamo l’offerta del mese che c’è
Paghi due se prendi tre
Non serve ma prendila, c’è
Accettiamo se le cose vanno male il latte scaduto che vuoi che mi fa, le urla per un bacio, le botte per un no
I piedi al freddo, la coperta si sciupa
La tengo sotto il letto
Lo sport che fa bene la vita stretta
Le chiappe sode
Il cervello molle
Accettiamo quello per cui ci sentiamo all’altezza
Io della casa dei sogni
Dei sogni che merito ora
Accettiamo persino una vita nervosa nascosta a dieta
credendo davvero sia quello, il nostro più grave problema.
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