Non c’è da capire. C’è da accettare
Filo che non c’è da capire. Ma solo accettare.
E mentre sali sulla metro.
Non hai le cuffie.
Allora ascolti.
E senti il mondo, col suo rumore. E faceva così.
Esistono persone che dicono bianco e subito dopo nero.
Perché? Io voglio capire, devo capire.
Perché credo fortemente nel valore della parola, del bianco quando dicono bianco e progetto per il bianco. E poi dicono nero e non capisco e allora supplico per il bianco.
E io ci credo al bianco e loro ci credono al bianco.
Ma se ci credessero così tanto perché dire improvvisamente nero?
È soprattutto perché supplicare per il bianco?
Perché scegliere persone che non reggono il giallo il nero il bianco, il celestino? E dalla tela han bisogno di scappare?
Ma hanno detto bianco.
E io ci credo al bianco. Montano su progetti, case, figli, viaggi, famiglie, poi nel momento in cui si entra in casa se ne vanno.
Che sei pazza.
Poi nel momento in cui rimani incinta ti urlano di abortire. Che sei pazza.
Poi dopo che hanno passato anni a picchiarti dicono che non stavano insieme a te.
Che sei pazza.
Poi dopo che ti minacciano di morte con le armi in mano dicono che non erano loro.
Che sei pazza.
Io non capisco.
Esistono persone che dicono bianco e subito dopo nero.
Perché? Io voglio capire, devo capire.
I figli non sono trofei per il proprio narcisismo. Per mostrare al mondo quanto si è bravi. Il tempo passato insieme a qualcuno è così difficile da ricordare?
Se accoratamente hanno detto di amare, perché non amano?
Perché non l’hanno mai amata.
Ma loro ci credono e dicono che amano, dicono che hanno dato tutto e più del loro possibile. E ci credo pure io. Purtroppo. Lo dicono, quindi penso lo pensino. Perché dirlo sennò?
Certo che lo pensano, ma pensarlo non fa la realtà.
L’hanno detto, perché son buoni troppo buoni, glielo rinfacciano sempre, no?
Esistono persone che dicono bianco e subito dopo nero.
Perché? Io voglio capire, devo capire.
Dire una cosa, credere in una cosa, accorarsi su una cosa non significa che sia così. Anzi.
Se credessero davvero in quella cosa perché allora avrebbe bisogno di supplicarli?
Soprattutto perché supplicare qualcuno per restare?
Io non capisco.
Perché non c’è da capire.
C’è da accettare. Non tutto va capito. Molto va accettato per quello che è.
C’è chi dice bianco e subito dopo nero.
E in quel lasso di tempo si investe tutto quello che si è che si ha che non si ha.
E in quel lasso di tempo, ci si mette davvero nei guai.
E mentre scendi dalla metro.
Metti la cuffia.
Allora ascolti.
E senti il rimbombo del tuo respiro.
Ascolti il suono del tuo rumore nel mondo.
È caldo.
Mentre fuori fa freddo. Non c’è da capire. C’è da accettare.
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