Sant’Elia e Sant’Antonio

Che qualcuno protegga i vostri cuori
Filo su silenzio in vallata

Si guardano ogni giorno, da secoli, che sia afa che sia brullo, grandine o nebbioso, loro stanno lì e non si stancano.

La prospettiva è questa, quando si curva al rettilino, andando verso sud, i campi color oro, i cespugli, gli alberotti, spiccano due dinosauri rocciosi. Pandorino lui, a destra, così Vesuvio riempito e tagliato, mastodontico e piatto, l’altro, sulla sinistra. Sant’Elia è come la stella polare, si vede dalla strada anche a decine di chilometri di distanza, e se lo vedi vuol dire casa, non lontana. È sempre stato un monte molto donna, che Sant’Antonio a lei si voleva assomigliare.
Elia è Pasquetta di rito e poi mai più, troppa gentaglia da incontrare, ma io ero al sicuro perché nessuno poteva litigare e lasciarmi gestire sola.
Con Elia si gioca, di cardi, di festa, di persone, tutte legate tra loro, di sangue, di rancore di ripicche ed oppressione, un passato indicibile, un presente soffocante. Di paesaggi infiniti, giallo e marrone, scarpe bagnate di verde, di umido e lumaca. Ma quest’anno c’è M.? andiamo? Adoravo M. Una famiglia diversa. Mi sentivo al sicuro. Non si chiede, lo sai già che è meglio non andare, non si resta, mai, nemmeno da M.
Elia è la nostra prima Pasquetta, la nostra foto, qui appesa. Noi piccole e curiose.
Uova russe rosse e gialle, a chi vince, non si rompe, è l’anno fortunato. Cancelletti aperti e pecore da ascoltare. La messa, i giri alla chiesetta. Moscato dolce, di salsiccia, peretta e carasau.
Storie antiche, sa di S. tutto lassù.
Sa di nonno, forse lì c’eri anche tu.
Ma no, a te t’han messo nel marmo freddo e spoglio, mai un fiore, solo addobbi di grida ed avvocati, permessi mai provati. Da sempre, in mezzo a questo schifo, c’ero anch’io.
Son tornata una mattina, t’ho trovato sempre spoglio, sentendo sempre le grida. T’ho riscaldato e sistemato, di gatti e fiori e foto, come amavi tu.

Il mese dopo me l’han detto,  t’han strappato tutto. Amano lo spoglio, nonno. E prendersela coi morti, impossibilitati ad aver a che fare coi vivi.

Sant’Elia e Sant’Antonio, si guardano ancora ma tu non ci sei più, e nemmeno tu. Superiori a tutti, anche di voi che riuscite ad avere l’energia di odiare ancora.

 

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