Disobb-e-dire
Prezioso diamante
Filo su arcobaleni disobbedienti, che tutti noi dovremmo essere
C’è un’abitudine alla tolleranza della violenza che è la cosa più spaventosa di tutte. Un’accettazione della fatalità della sopraffazione che non vieta, tuttavia, di chiedersi: ma come mai? Cosa è successo, perché è possibile? Come mai chi muore non si ribella un anno, un mese, dieci giorni prima di morire?
Si muore anche restando in vita, ciascuno lo sa, e la domanda resta intatta.
Così dice Concita De Gregorio.
E ha ragione. Ora come allora. Come su quel vagone di treno, in un freddo luglio, tenevi stretta a te, quelle pagine che ti facevano sentire meno sola. Ma non meno triste, non meno colpevole di aver parlato, sconvolta. Ti faceva sentire artefice di un destino buio noto a molte, che non immaginavi davvero possibile, che tante, tantissime donne a lei lontane, sconosciute, lavoratrici, disoccupate, grandi, piccole, alte, basse, utilizzassero lo stesso lessico, lo stesso identico linguaggio, la stessa determinata oscillazione tra la scelta di vivere o morire.
Ma come si fa?
Ad essere credute, a far capire.
A svelare un macabro teatro a cui non vuoi credere nemmeno tu. Perché lo neghi, perché lo vuoi cambiare, rassettare, addolcire, ricamare. E davanti al perdono a quelle lacrime, alla serie infinita dei cambio, ti prego, non lo faccio più non ti sai schiodare. Davanti ai consueti mi ammazzo per te non puoi dire addio, devi restare, devi consolare, far ragionare. Senti di essere sempre l’artefice del loro destino. Vita morte parole miracolose, amore e dolore. Abitudine al non limite, alla sensazione di morte. Al crederci immortali invincibili presuntuosi diamanti. Alle consuetudini del se l’è cercata.
Ma il mare non si addolcisce, se ci metti lo zucchero, sai. Nemmeno se diventi zuccheriera e ti impegni.
Come i tuoi reiterati, strazianti esercizi di resistenza al dolore.
L' Associazione
Ci segui?
Scrivici!
© Storie di Lana - APS, C.F. 92180030907
La totalità delle Storie scritte all'interno di questo spazio web sono di proprietà di Anastassia Caterina Angioi, in quanto autrice delle stesse.
È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale, ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi, senza previa autorizzazione scritta dell'autrice.


