Persone da sole

Splendono davanti e controluce
Filo su persone da sole

Allora si aspetta di essere cercati di nuovo e si resta a occhi aperti di notte, aspettando il passo di chi torni a reclamarci.
Ma, nessuno torna e dopo il giusto tempo si è di nuovo se stessi,
sciolti dal possesso, liberi perché si diventa liberi dopo essere stati perduti.

Erri De Luca

Ci sono uomini che scambiano la pazienza per libertà di abuso
E donne che scambiano l’abuso per vita di coppia

Le vedi le persone da sole, mangiare le piadine davanti alle vetrate, pensando di essere altrove, desiderando di essere, almeno col corpo, altrove.
Un gusto scelto con cura, dopo una giornata piovosa mentre splende il sole
Ma a che serve che spenda, il sole
Se non lo vedono, le persone
Le vedi dalle nuvole le persone da sole, vagano per i centri commerciali che cercano conforto, un abbraccio, calore umano non per loro, allora si mettono di fianco, come per poterlo prendere di striscio quell’amore non per loro
Le persone da sole
E stanno al caldo
Almeno per poche ore
Non tutte le persone da sole, sia chiaro, ma molte le conosco, sono piene di persone, le persone da sole
Intorno
Hanno il vuoto
Che orbitano attorno e pregano la luce, la loro
Che cosa vogliono poi
Il loro perdono?
le persone da sole portano la mantellina e i cappellini coi fiori e ascoltano la radio, a fine giornata, rannicchiate sul sedile, se una macchina la hanno ancora, perché possano vibrare i vetri a ritmo del loro male allo stomaco
Le persone da sole le riconosci perché il gusto della pizza lo hanno scelto con cura, ma non vanno in pizzeria, ordinano d’asporto
Così rendersi conto ogni giorno di essere da sole è meno angusto, se non esci di casa, si può tentare di meno di amare a dismisura e non ricevere niente in cambio
Mai
Niente in cambio che un pugno di mosche che ronzano
Le persone da sole le vedi
Ti sorridono da subito, non vogliono che tu ti senta da solo
Come loro
Le persone da sole amano la pioggia, fa compagnia, lei si muove sulle cose come un continuo ticchettìo di dita sui tavoli, piatti pieni di cibo,
Non lo voglio
Il cibo
Non mi importa
Del cibo
Quel moto sacro di gioia, specchio del rapporto con l’altro, con cosa si rapporta la persona-porta-sole se non al suo ombrellino, con la bocca pronta, pronta a bere pioggia
Da chiunque sudi un po’
Le persone da sole mettono le mani ovunque, curiose, le dita le poggiano sul morbido, nel gorgonzola, le forchette te le preparano prima, per l’ultimo pasto caldo che volevano per loro, e le mani nelle lenticchie sfuse le affondano, tutte aperte, le mani delle persone da sole le riconosci, si muovono sempre, sono sempre aperte, per abbracciarsi tra loro, le lenticchie e le mani, le une alle altre, restano impigliate ai sentimenti nelle loro rughe e ai pezzi grossi di cuore, degli altri
Mentre il loro muore
Ma sono persone porta-sole
Le persone da sole
E brillano, come la stella di cui portano il nome
bellezza dipinta sugli occhi degli altri
Gli occhi
Degli altri
Le schiene abbracciate
dalle mani
Degli altri
Nelle tubature profonde, se guardi con un occhio le vedi le persone da sole venire fuori, dall’altra parte dell’ombra, sentono il loro eco, lontano, un rimbombo
L’ombra di un incontro buono
Vaga insieme alla loro
Finita la spesa, aprono il cofano, si alzano, mettono la sedia a rotelle nel bagagliaio, da soli, le persone da sole si tengono forte alle portiere per essere uguali a tutti, autonomi, uomini
Le persone da sole le noti nel mese del candito lasciato nell’angolo del tavolo, pedine di un gioco consunto, e non è solo a Pasqua, loro a dicembre scintillano di più, sono quelle a cui si illuminano gli occhi, e brillano come luminarie sotto vetri appannati dalla compagnia
Di una voce
Sognata
Di altre persone da sole
restano a lavoro, di più, le persone da sole, si intossicano di fumo, di luci, di cibo, di parole, di digiuno, di suono acuto
Chi di dolore
A mestoli
A tinozze
A tegami bruciati
Sono quelle persone che amano il Natale, ma quello degli altri, il loro non lo inseguono più, non ne hanno più voglia, quello per cui lamentarsi, è così per bene, godersi la vita un gran male
Le persone da sole le vedi che lasciano una scìa, camminano lente come chioccioline, e vanno ovunque, con la casa ambulante, ovunque fanno festa, ovunque fanno amore, hanno uno strascico di malinconia lunga, un po’ annodata e avviluppata, ce l’hanno sempre attaccata, è la loro, meravigliosa malinconia rugosa, ogni giorno di colore diverso, ogni notte di luce nuova, sta dietro di loro, e colorano la vita di chi incontrano, realizzano quadri, ognuna con proprio colore, se fai attenzione lo potresti toccare, ma vorrebbero solo un paio di forbici e che qualcuno glielo tagliasse a brandelli quella coda che distendono, quel cordone ombelicale a volte, come velo da sposa altre ancora
Anche lo sposo
Si annoda
Mentre davanti a loro, come un marsupio, tessono una gioia così grande, sulle guance, che mette paura, alle altre persone
Quelle sole
Ho gli occhi aperti, spalancati giorno e notte. Aspetto che torni. Ma nessuno reclama il mio nome, nessuno lo cerca, nessuno mi cerca, e tu non torni più. Paziente come le persone buone. Come le persone portasole, quelle che hanno i buchi fatti a filo d’oro.
Prezioso.

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